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Artisti Lucani

Guest Book

Collaborazione

Carmine Curcio

Picerno


STORIE DI SANTI, DI EROI E DI EMIGRANTI

"LA PORTA DI SAN NICOLA A PICERNO"

 

Carmine Curcio

 

 

INDICE
 

Presentazione - Prefazione dell'Autore - Prefazione del Critico d'Arte

Capitolo I
Programma Iconografico della Porta

Capitolo II
S. Nicola: Vita, Miracoli, Leggenda e Culto

Capitolo III
Picerno "Leonessa della Lucania"

Capitolo IV
Picerno nel Passato

Capitolo V
L'Emigrazione Italiana

Capitolo VI
Picerno nel Presente

Appendice
L'Inaugurazione della Porta

Fonti Bibliografice e Sitografiche

Note Biografiche
Paolo Cataldi - Carmine Curcio


Porta Maggiore

Storie di Santi, di Eroi e di Emigranti:
La porta di San Nicola a Picerno

Sommario

“Storie di Santi, di Eroi e di Emigranti” affronta argomenti assai diversi tra loro, alcuni a carattere religioso, altri a carattere civile attinenti all’attualità e alla storia del popolo picernese, tenuti insieme dal bronzo della porta di San Nicola che l’autore del libro, il cardiochirurgo Carmine Curcio, ha donato alla Chiesa Madre di Picerno, il suo paese natale. Prima che nel libro, le storie raccontate sono state scolpite nel bronzo della porta. I temi che vengono trattati sono i seguenti: in primo luogo la vita , i miracoli, le leggende e il culto di San Nicola di Bari in Italia meridionale; è la storia di un grande vescovo e di un grande leader della sua epoca, la cui generosità è all’origine di una delle figure più popolari e amate del mondo moderno, quella di Santa Claus. Segue il racconto dell’eroica resistenza che il popolo picernese oppose alle truppe sanfediste del cardinale Ruffo e del brigante Sciarpa nel maggio del 1799, per difendere la giovane Repubblica Napoletana e gli ideali della Rivoluzione Francese. La strenua lotta si concluse tragicamente sul sagrato della Chiesa Madre, dove persero la vita 70 cittadini, incluse 19 donne e lo stesso  parroco. Viene inoltre affrontato il grande tema dell’emigrazione italiana e lucana dalla seconda metà dell’Ottocento ai giorni nostri.Gli emigranti vengono descritti come i veri eroi del nostro passato recente e meno recente; uomini e donne intraprendenti e generosi che senza nulla chiedere in cambio si caricarono sulle spalle il proprio destino e se ne andarono verso terre lontane, contribuendo con sacrifici e rinunce a costruire un futuro migliore per le proprie comunità di origine. Infine si racconta del passato e del presente di una piccola comunità cambiata in sintonia con la storia e che tramite i propri talenti e i propri emigranti è stata in grado di realizzare un rapporto simbiotico e interattivo con il resto del mondo. 
 


Per quanto lungo possa essere il tuo viaggio, l’universo che hai dentro è così grande che non potrai raggiungerne i confini, e se indugi, non ne scoprirai che una minima parte.
c.c.

Dedicato a mia moglie Alba Amoruso,
una grande artista alla quale
Dio ha dato e tolto tanto.

 

 

 

RINGRAZIAMENTI
Ringrazio tutti coloro che mi sono stati d’aiuto in questa
duplice iniziativa della porta e del libro, in primo luogo mio
cognato Mario Salvia per i preziosi consigli e il costante supporto
tecnico-organizzativo. Desidero inoltre ringraziare la popolazione
picernese per l’intensa partecipazione alla cerimonia d’inaugurazione
della porta, il sincero gradimento dell’opera e le tante manifestazioni
di stima e di gratitudine nei riguardi della mia persona.


 

 

(Volume cartaceo)
Finito di stampare nel mese di dicembre 2009 dalla Sagraf srl
Zona Industriale Capurso (Ba) - www.sagraf.net - [email protected]

2009 - EDIZIONI LA MATRICE - BARI
(Pubblicazione Autorizzata dall'Autore)

Porta Laterale della Chiesa Madre di Picerno

La porta, installata nell’agosto del 2011 e inaugurata dall’arcivescovo Mons. Agostino Superbo, si propone di mettere in evidenza  la compatibilità tra fede e scienza contro l’idea che la fede, questa fondamentale dimensione dello spirito e della cultura, debba essere necessariamente incompatibile con la scienza.

E’ composta da quattro pannelli rettangolari scolpiti in bassorilievo. Lo scultore è Paolo Cataldi, lo stesso che due anni prima aveva realizzato la porta maggiore. Ed è lo stesso anche il donatore e curatore del progetto.
I due pannelli superiori  della porta sono dedicati alla fede, i due inferiori  alla scienza.

In alto a sinistra è scolpita la Resurrezione di Cristo, che è l’evento fondante della fede cristiana; a destra le tre donne davanti al sepolcro vuoto e l’angelo che le avverte dell’accaduto: Gesù è risorto.

In basso a sinistra Galileo Galilei, fondatore e padre della scienza moderna. Padre perché fu lui a ideare e a introdurre il metodo scientifico-sperimentale da cui la scienza moderna trae origine. Il bassorilievo lo raffigura  con alcuni dei suoi discepoli che stanno maneggiando dei cannocchiali.
In basso a destra la raffigurazione di alcuni tra i più importanti traguardi raggiunti dalla ricerca scientifica e dalla moderna tecnologia nel secolo appena passato:  il principio di relatività di Einstein, lo sbarco sulla luna, la mappatura del DNA, le cui eliche sono state prolungate dallo scultore fino ad avvolgere l’umanità, simboleggiata da una piccola folla alla base del pannello, quasi un raccordo tra potenza ed atto, tra il progetto creativo e la sua realizzazione.

Lo scopo di questo impianto iconografico è, come si è detto, quello di voler mettere in evidenza la compatibilità tra scienza e fede.

Galilei stesso sostenne che non c’è contraddizione tra la scienza e la fede e fece un immane sforzo letterario ed esegetico per cercare di convincere di questo anche la Chiesa. Lo sforzo fu inutile. La Chiesa nel 1633 lo condannò perché  egli sosteneva una teoria scientifica contraria all’insegnamento della Bibbia o a quello che si riteneva fosse l’insegnamento della Bibbia. Sosteneva,  in accordo con la teoria copernicana,  che non era il sole a girare intorno alla terra, bensì la terra a girare intorno al sole. Come è noto, il ritiro definitivo di quella condanna avvenne solo nel 1992 ad opera di Giovanni Paolo II.

 

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