"Donato Imbrenda"
poesia dialettale aviglianese

 

 

 

Donato IMBRENDA

“Reul’ fiss’ nun ge ne sò” (regole fisse non ce ne sono), a scriv’ cum’ vuoi tu” (e scrivi come vuoi tu). Così dice il cantastorie - che di loro ha il gusto della lettura e il bisogno di pubblico - nel suo autoritratto, poetico fra parentesi.


E chi cercasse infatti le dolcezze di canto, le distensioni, le volute della LINGUA - che tale è, anche per la sua più unica che rara, in Basilicata, tradizionale letteraria e poetica aviglianese, è come se cercasse gli scavi orizzontali, putacaso dei quartetti Beethoveniani, nella linearità di un madrigale o nella prontezza di un mottetto.
Sono ballate da cantastorie, infatti, ariose e felici quelle di Imbrenda: che vanno dritte al dunque, a cercare il pelo nell’uovo (dove non sai se sono mai più i peli o le uova) e perciò senza i giri, gli scavi, i ritorni, gli abbandoni delle raffinatissime liriche aviglianesi.
Ballate nate, come nel Masaniello di Pino Daniele, per la voglia di parlare e di farsi ascoltare, con la stessa urgenza, cioè con cui chi non ha soldi li vuole: ma pochi, maledetti e subito.
Anche perché Imbrenda sente che ci troviamo di fronte ad un “mondo malato”, disgraziato, letteralmente senza grazia, dal momento che “pur” Crist’ se yè ngazzàt’” e c’è urgenza di battagliare e di intervenire raccontando le più piccole devastazioni - bellissimo il ricordo delle tante fontane avigllanesi, una sorta di gioiosa via crucis delle opere e dei giorni del paese, e le più grandi guerre e dell’incubo nucleare.
La vigile coscienza critica di Imbrenda si nutre di poche ma buone cose, non di pessimo gusto: le feste ad Avlgliano, l’arrivo dalla campagna del contadino, i dialoghi - quasi pubbliche sedute psicanalitiche - di comari e compari, la piazza, le fontane, il focolare, ecc...; e non per sentimento fanatista o peggio reazionario, quanto per un felice e fecondo stupore di fronte alle insanie e alle follie del mondo. Di cui pure sa denunziare i sempiterni giochi e le fatuità (si veda “Il papa a Potenza”).

Nino Calice      

 

Per contatti: Donato Imbrenda Via Concezione 10  - 85021 Avigliano (PZ)

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