Rocca del Cappello
(Albano di Lucania)
 

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Rocca del Cappello

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Comune di Albano di Lucania

 


La Rocca del Cappello: non siamo sull’isola di Pasqua ma sulla sponda sinistra del fiume Basento, all’altezza di Albano di Lucania (PZ), dove questo si restringe fra le gole rocciose per poi immettersi nella piana mela-puntina col suo alveo ghiaioso e smisurato. Qui, sull’orlo di un precipizio e di fronte alle cosiddette Dolomiti Lucane, torreggia un immane monolito in arenaria alto più di dieci metri, sulla cui sommità, come in bilico fra cielo e terra, poggia un enorme masso che dà l’idea di un cappello di fungo ombrelliforme, dal quale il monolito prende il nome di “Rocca del Cappello”.

Si tratta di un fenomeno geologico analogo a quello della Val Maira, presso Villa S. Costanzo (CN), detto l’Immagine del pagano, ed ai Camini delle fate della Valle degli eremiti, in Cappadocia.

Di solito questi massi erratici sono i segni imperituri che denunciano la diffusione della venerazione dei sassi, sorta in età preistorica e radicatasi nella coscienza religiosa umana. Ma, ad Albano di Lucania le istoriazioni presenti nella zona ci inducono a credere ad una sovrapposizione di culti non pertinenti la “saxorum veneratio”. Sul lato S.E. del monolito, infatti, è inciso un cerchio con ai lati due brevi scanalature a destra. L’area circostante è caratterizzata dalla presenza di alcune grotte e da mura di contenimento a secco, attraversata da un sentiero che pare dalla località Monticello (740 m.s.m.) e discende con strani giri fra le balze scoscese per circa due chilometri, concludendosi davanti al monolito. Questo sentiero, in alcuni tratti, si presenta basolato con gradini antropometrici, costituiti da blocchi squadrati di pietra non del posto, e protetto da mura a secco. Percorrendolo dall’alto in basso si nota sulla sinistra un primo monolito alto quasi sette metri, detto la “Rocca Molaria” per la sua forma rotondeggiante. In fondo al primo tratto di gradini, sulla parete rocciosa di destra, vi è inciso un cerchio, diametro un metro, orientato verso dove sorge il sole. Pochi metri più giù, sopra un gradino di cm. 45 x 30, è stilizzato un simbolo che sembra un fiore a quattro petali o una palmetta. Ancora più in basso, sulla sinistra delle rocce disposte a criniera, al lato S.O. dell’apice di altro monolito è inciso un piccolo cerchio. Sullo stesso monolito è stata ricavata una specie di panchina, che la gente del posto chiama: “Seggia del Diavolo”. Questa panchina, composta di schienale e poggiapiedi, può ospitare comodamente tre persone; per accedervi, però, bisogna utilizzare una lastra di pietra poggiata sulla parete rocciosa dato che la panchina stessa si trova a circa due metri dal suolo. Inoltre, lungo tutto il sentiero vi sono cinque coppie di vasche scavate nella roccia. Queste ultime sono state ricavate su due livelli e rese comunicanti mediante un foro allo scopo di favorire la decantazione dell’acqua che si raccoglieva nella vasca del livello superiore. Infine, al lato S.E. della Rocca del cappello è scolpito un grande volto umano e nelle adiacenze, sul fianco di altro spuntone in arenaria ben levigato, è inciso un segno di croce latina.

 

 

 

descrizione di D. Pipino   
da:
la Rocca del Cappello di Albano di Lucania

 


 

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