Carbone

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Comune di Carbone

 

Comune (PZ)
Abitanti  1.171
Altitudine 650 mt.
Superficie 47,75 Kmq
* C.A.P. 85030

 

  Municipio 0973.578143
  Guardia Medica 0973.578167


C A R B O N E


STEMMA
“D'azzurro ad un monte di tre cime d'argento, quella di mezzo più alta e fiammeggiante di rosso, sormontata nel capo da una stella parimenti d'argento”. (GIUSEPPE GATTINI

NOME
“In una carta del 1135 è menzionato il <monasterium delli Carboni>, In un'altra carta greca del 1125 si nomina il monastero di S. Anastasio <in loco dicto li Carbouni (tò carbouni)>. Anche in Rationes Decimarum Apuliae Lucaniae (Acerenza) è rammentata la località: anno 1310 «Prior prioratus S. Helie de Carbonibus» n. 2069; nelle carte del Regno di Napoli è chiarnata Carbona, Carbone ed anche Carbuni (Giustiniani 1797-1805, III, 161).
In dialetto carvùne (DETI 102), il toponimo trae origine dal carbone che si estraeva dai boschi od anche da qualche banco di lignite (Racioppi cit.), benché vi sia una tradizione secondo la quale il nome sarebbe derivato da quello del primo abate del convento chiamato Luca Carbone”.

PROFILO STORICO
“Sorto in epoca medievale intorno al celebre monastero basiliano di Sant'Anastasioo, citato già in un documento della prima metà del XII secolo e in seguito denominato di Sant'Elia, per alcuni studiosi deriva il toponimo dal carbone ricavato dai boschi circostanti o da qualche banco di lignite; non manca però chi ritiene che esso vada riportato al nome del primo abate del convento, Luca Carbone. Rimasto sotto l'autorità abbaziale fino alla seconda metà del Quattrocento, fu in seguito assegnato in commenda, entrando tra i possedimenti dell'arcivescovo Santoro e in ultimo del cardinale Borghese, alla cui morte fu annesso al regio demanio. In seguito fu infeudato ai Donnaperna e, coinvolto nelle alterne vicende politiche e militari della zona, che portarono alla distruzione dell'antico cenobio da parte delle truppe napoleoniche, partecipò agli avvenimenti nazionali e internazionali successivi all'ingresso nel Regno d'Italia.
Tra le testimonianze del suo patrimonio storico-architettonico meritano di essere citati: i resti del convento dei Santi Elia e Anastasio; la cinquecentesca chiesa parrocchiale di San Luca, in cui sono custoditi vari oggetti provenienti dal monastero distrutto, tra cui un reliquario in argento e alcuni quadri napoletani dei XVII secolo; il convento di San Francesco e i palazzi Cascini e De Nigris”. (PAOLO SPARACI-1998)

CARBONA O CARBONE - Terra in Provincia di Basilicata, in Diocesi di Anglona e Tursi. Nelle situazioni del Regno è denominata Carbuni…Il suo territorio è dappertutto fertile. Dai luoghi addetti alla semina si ricava abbondante frumento, legumi, lini, da’ vigneti raccolgono vino soprabbondante alla popolazione, che vendono altrove, come anche l’olio…Avanti al monistero dei Brasiliani nel dì 20 Luglio vi è una fiera di varie merci. Nella numerazione del 1532 i suoi naturali furono tassati per fuochi 238, nel 1545 per 334, nel 1561 per 339, nel 1595 per 292, nel 1648 per 283, e nel 1669 per 120. In oggi ascendono al numero di 2556…”. (LORENZO GIUSTINIANI-1797)

CARATTERISTICHE TERRITORIALI E SOCIO-ECONOMICHE
“CARBONE, piccolo paese dell’entroterra lucano, si adagia lungo la sponda sinistra (s. idraulica, da quota 650 mt. a quota 780 mt. s.l.m.) della parte settentrionale della valle del torrente Serrapotamo. Immerso nel verde e ben esposto a mezzogiorno, vede al suo orizzonte da Est ad Ovest, l’alta valle del Sinni, le cime della catena del Pollino e il maestoso profilo del monte Alpi. Con popolazione al di sotto dei 1000 abitanti, presenta tutte le problematiche dei piccoli Comuni della Basilicata: forte calo demografico ed elevato indice di deprivazione. La storia di Carbone, in origine Monte Chiaro (Mons Clarus), ruota strettamente intorno al Monastero di S. Elia (oggi ne restano solo pochi ruderi). “…quell’antico e glorioso monastero greco di S. Anastasio e Sant’Elia di Carbone, che protetto e arricchito da Principi normanni e svevi primeggiò per qualche tempo fra tutte le fondazioni greche dell’Italia meridionale…”
L’attuale Amministrazione ha rivolto l’ATTENZIONE principalmente alla riqualificazione urbana, alla valorizzazione del centro storico (vedasi piazzetta “Francesco Paolo Castronuovo”, valorizzazione di un’area-vera opera di bonifica-dedicata al monumento ai caduti della prima e seconda guerra mondiale).
Inoltre forte ATTENZIONE è stata rivolta al bosco “Vaccarizzo” (S.I.C.: “Sito di Interesse Comunitario”, zona 1 del Parco Nazionale del Pollino). Un bosco di 300 ettari, grande oasi naturalistica che accoglie una straordinaria varietà di piante. Inserito nel progetto P.I.T. promosso dalla Regione ne potrà essere un punto di forza, di vera attrazione e fruizione turistica. Potrà rispondere in pieno al concetto di integrazione del territorio.
Per il futuro, per il bene del paese, la parola d’ordine dev’essere: Pubblico e Privato all’unisono. Ci deve essere comunione d’interessi, si devono sviluppare sul territorio concetti di <complementarietà> e non di <concorrenzialità>. (IL SINDACO: NICOLA CONSIGLIO)

DESCRIZIONE SCIENTIFICA DEL COSTUME SETTECENTESCO
“Costume femminile. La donna, in un atteggiamento che diventerà tipico nelle raffigurazioni delle popolane (una mano poggiata con il dorso sul fianco), ha sul capo la tovaglia di lino ripiegata e ricadente sulla nuca e le spalle; camicia di lino con colletto chiuso, a tre giri di merletto e con apertura rifinita da merletto; corpetto blu, come la gonna lunga, bordato con nastro argentato, allacciato davanti con fettuccia rossa; maniche a due teli allacciati con fettucce rosse, di broccato a fiori, con polsini alti rifiniti come il bustino; grembiule corto, écru, con bordi ricamati e orlati ad archetti; calze bianche e scarpe nere con fibbia metallica. Orecchini ad anello con perline pendenti.
Il bambino reca un cesto basso, a forma di vassoio rettangolare, di sfoglia di castagno, contenente fuscelli di ricotta, a indicare la locale produzione casearia di buona qualità. Il piccolo, vestito in tutto come un adulto, del quale è così presentato l'abbigliamento, ha cappello di feltro a falda larga, camiciola bianca, senza colletto, come la giacca corta marrone e le brache allacciate sotto al ginocchio. Calza zampitti sugli stufali. (ELISA MIRANDA-UNIV. BARI)
 


(Ricerche storiche, monumentali ed antropologiche di Vincenzo Falasca, Presidente I.R.S.A.B.

<Istituto Ricerche Storiche Archeologiche Basilicata> sede: 85050 Grumento Nova (Potenza), via Maiorino 117/bis.

Copyright riservato. E-mail: [email protected]

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

21 gennaio

Festa in onore di Sant'Agnese - tradizionale riffa dell'agnello

19 marzo

Festa in onore di San Giuseppe - accensione di fuochi per le vie del paese

ultima domenica di aprile

Festa in onore della Madonna del Soccorso - processione dalla Cappella fino al paese

a maggio

Madonna del Soccorso

1° domenica di giugno

Festa in onore della Madonna del Soccorso - nel pomeriggio processione fino alla Cappella

15 giugno

Festa in onore di Sant'Antonio da Padova

21 giugno

Festa in onore di San Luigi Gonzaga

20 luglio

Festa in onore di Sant'Elia Profeta

11 agosto

Fiera di San Donato

12 agosto

Festa patronale in onore di San Donato

13 agosto

Festa in onore della Madonna del Carmine

ultima domenica di settembre

Festa in onore della Madonna del Soccorso - Processione dalla Cappella fino al paese

sabato precedente
la 3° domenica di ottobre

Fiera dalla Madonna del Soccorso

3° domenica di ottobre

Madonna del Soccorso - Processione dal paese alla Cappella

lunedì successivo alla
3° domenica di ottobre

Festa in onore di San Francesco d'Assisi


Altri Eventi (segnalati)

 


 

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