Castelsaraceno

.

Foto degli Utenti

Foto del Sito

i Monumenti

.
 

Hanno Scritto B a c h e c a Inserisci Foto Monte Alpi (l'Alpe)
gli Artisti Commenti Foto il Sirino il Pollino Video di Catelsaraceno

Comune di Castelsaraceno

 

Comune (PZ)
Abitanti  2.020
Altitudine 916 mt.
Superficie 74,18 Kmq
* C.A.P. 85031

 

  Municipio 0973.832013
  Guardia Medica 0973.832354
  Biblioteca Comunale  (C.da Frusci) 0973.832050


Castelsaraceno
 

Due sono le ipotesi sull’origine del paese; secondo il Santoro, Castelsaraceno fu costruito a vedetta contro i Saraceni; la Cronaca Cavese afferma invece che fu costruito dai Saraceni nel 1031 presso l’antica Planula, ubicata alla località “Piano dei Campi” (Castrum Saracenum, da cui prese il nome e lo stemma).
Distrutto nel 1044 dal terremoto della sera del giovedì santo, spopolato ed abbandonato dai Normanni, passò sotto la signoria dei Mango, proprietari di S. Chirico Raparo, i quali nel 1086 lo donarono con il territorio e i vassalli agli Abati della Badia di S. Michele Arcangelo.
Ai monaci basiliani Castelsaraceno deve, dunque, la vita, perché in poco tempo fu popolata tanto da diventare, nel giro di 60 anni, un florido casale e di attirare l’attenzione del re normanno Ruggero, il quale mandò i suoi Giustizieri per controllare la situazione. Da quel momento Castelsaraceno fu legata alle vicende della Badia di S. Angelo che ottenne particolari privilegi sotto gli Angioini per essere stata loro fedele.
Tracce dell’antica presenza basiliana si possono ancora riscontrare nel linguaggio, nella toponomastica e nelle manifestazioni religiose come il pellegrinaggio al Santuario di Novi Velia e la festa della Madonna del Carmine.
Il paese rimase alle dipendenze degli Abati fino al XV secolo; poi passò ai Sanseverino, che nel 1500 iniziarono la costruzione del palazzo baronale e della chiesa, al duca Rovito, ai D’Amato, al barone Lepore di Molfetta ed infine ai Picinni.
Dopo il doloroso fenomeno del brigantaggio, nel quale fu direttamente coinvolto, seguì le sorti degli altri centri della Basilicata e vide soppresso il convento dei Capuccini, fondato tra il 1500 ed il 1600 da Padre Sisto, che aveva contribuito a diffondere la cultura ed a mantenere viva la religiosità.

Di grande fascino e suggestione è il rito della “ndenna” collegata alla festa patronale di S. Antonio di Padova. Tale rito si svolge nelle prime tre domeniche di giugno e si compone di tre fasi: la “ndenna” la “cunocchia”, l’unione e l’innalzamento.
La Prima domenica: Favino, il bosco di faggi, si anima di persone, di canti e vocii, di colpi di tonfi, di ticchettii e di brusii; si taglia l’albero più diritto e maestoso che supera sempre i 20 metri d’altezza. Contemporaneamente si scelgono altri faggi più piccoli “le pròficche”. Con i buoi e l’aiuto dei trattori e delle “pannodde” (grossi bastoni preparati all’istante) i tronchi vengono trascinati fuori dal bosco. Dopo una sosta ristoratrice con la consumazione di prodotti caserecci e vino, si riprende il cammino verso il paese; solo sul fare della sera si giunge nella piazzetta di S. Antonio che accoglie tutti i tronchi dei faggi: Vengono offerti biscotti, vino e caffè a volontà.
La seconda domenica ci si reca a “Vidente”, vicino all’Armizzone, per tagliare un pino la cui chioma “cunocchia” viene legata con una tecnica speciale nota solo agli anziani. Lungo l’estremità inferiore del tronco vengono decorticate ad anello 5 o 6 tacche che serviranno a montare la chioma sull’estremità superiore del faggio. Nel corso dell’operazione gli altri ballano e cantano al suono della fisarmonica. Nel centro abitato, la cunocchia viene trasportata a spalla dai giovani per le vie del paese e sistemata in un angolo della piazzetta.
La terza domenica, di buon mattino, si procede all’unione della conocchia con la ‘ndenna’ alla presenza di poche persone: Nel pomeriggio, verso le 17,30 - 18,00 dopo aver legato ai rami della chioma numerosi cartellini di legno abbinati ad un’offerta consistente in agnelli, polli, prosciutto, denaro ed altro, si inizia il sollevamento della “ndenna”, con le pròffiche disposte a cavaletto e con la guida delle corde. Gli spari dei cacciatori e la scalata della “ndenna” ravvivono la serata.


               

tratto da: http://www.comune.castelsaraceno.pz.it/

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

prime tre domeniche di giugno

Rito della 'ndenna

13 giugno

Festa in onore di Sant'Antonio da Padova (Patrono)

20 luglio

Festa dell'Assunta (in località Frusci)

17 agosto

Festa in onore di San Rocco

7 settembre

Festa in onore della Madonna del Carmelo


Altri Eventi (segnalati)

 


 

[ Mailing List ] [ Home ] [ Scrivici ]