Cento anni di vita
foto-album della Comunità Bellese - dal 1881 al 1980
 

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C o m m e n t i    F o t o g r a f i e Gli Specchi del Tempo
dai primi del '900 agli anni 2000

 


Cento anni di vita - Bella (PZ)

 

Riconoscersi in una comunità non vuoi dire nulla se non si hanno le idee chiare sul significato e sul valore di essa.

Ma in fine, che cosa è una comunità?

Certo, anche un gruppo di persone viventi in un determinato territorio, ma non soltanto questo.

Una comunità è un insieme difatti e di accadimenti che si realizzano nel corso del tempo, di problemi la cui soluzione richiede a volte lo sforzo di intere generazioni, di speranze che spesso tra valicano i limiti del tempo, di mutazione di costumi e di cambiamenti di atteggiamenti in ogni campo della vita, di comportamenti regolati da norme che nessuno ha dettato ma che tutti conoscono, di tensioni e di consensi, di cicli ricorrenti di lavoro e di fatica o di gioie singole e dolori individuali che potrebbero apparire monotoni e tristi nella loro quotidiana ripetitività se non costituissero il connettivo delle umane realizzazioni.

Una comunità è vita che fluisce continua, ininterrotta, variegata, sempre diversa. E in essa ogni singolo vive diverse vite:

una vita interiore, fatta di altruismi generosi e di egoismi meschini, di attese e di speranze, che ciascuno culla e conserva con gelosa sollecitudine; una vita collettiva che pulsa al ritmo di regole e consuetudini che la tradizione ha reso incontestabili e vere; una vita di rapporti sociali che induce a meditare sulle convinzioni e sulle realizzazioni politiche e che stempera nella partecipazione corale la fatica del lavoro, l’amarezza della solitudine e dello sconforto, l’asprezza del dissenso.

E tutti i membri della comunità sono legati dall’invisibile filo della vita, in un continuo mutare e divenire che è sempre avanzata e progresso.

Così, noi siamo i continuatori delle azioni dei nostri antenati e gli iniziatori di quelle dei nostri posteri, gli scolari del passato e gli insegnanti dell’avvenire.

E la memoria di ciò che è stato o siamo stati è li nell’indeterminatezza o nella precisione di un racconto o di un aneddoto, nella vetustà di un manufatto, in uno scritto sbiadito, in una foto.

Ecco, soprattutto in una foto!

Si, perché la foto è la persistente immediatezza del tempo che documenta la mutazione, il cambiamento, e che nella fascinosa suggestione del ricordo fissa e con gela un volto, un atteggiamento, un ‘atmosfera, un fatto, un avvenimento, riconnettendo con ciò che fu e con ciò che si fu.

E noi con vinti di questo, questo vogliamo realizzare, aiutandoci con l’immagine: ripercorrere a ritroso decenni di vita

vissuta, per ricercare le radici di ciò che siamo stati, il perché di ciò che dovremmo essere.

Perciò presentiamo, all’attenzione di quanti vorranno interessarsi, quello che abbiamo ricercato, trovato, ricevuto; selezionato e coordinato in tesi cronologica, con esclusione, però, dei documenti relativi alla fase post-sismica, la quale merita, a nostro avviso, una trattazione diversa e più completa.

Il tutto con la speranza che altri, così sollecitati, possano fare di più e meglio di noi.

 

 

 

volume cartaceo:

curato da: Mario Martone
patrocinato dal video - Leone di Leone Vito - Bella
sponsorizzato dalla Curatella Costruzioni s.n.c. - Bella

vivissimi ringraziamenti a tutti coloro che hanno fornito foto e indicazioni

 

finito di stampare nel mese di febbraio 1988

 

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