Corleto Perticara

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Comune di Corleto Perticara

 

Comune (PZ)
E Abitanti  3.025
Altitudine 757 mt.
Superficie88,98 Kmq
* C.A.P. 85032

 

  Municipio 0971.963760
  Guardia Medica 0971.963557
  Carabinieri 0971.963001


CORLETO PERTICARA

STEMMA

“D'azzurro all'agnus dei di argento sul libro di rosso da 7 pendenti d'oro, e tenendo addossata la banderuola, astata dello stesso, sventolante d'argento e caricata di una crocetta di rosso e sormontata nel capo da due stelle parimenti d'argento”. (Giuseppe Gattini)

 

NOME

“Nominato in Catalogus Baronum (aa. 1150-1168) «Robbertus Corniti tenet in capite de Principatu Tarenti Cornitum ... » n. 133; la designazione toponimica Corleto, in dialetto curléte (DETI 176), deriva dal latino *coryletum 'noccioleto', da corylus 'nocciolo' (ha la stessa origine, tra gli altri, anche Colloredo Di Monte Albano, Ud).

Quanto a Perticara è specificazione assunta con R. D. 4-1-1863 n. 1196 (DETI cit.) e riprende il nome del vicino Castrum Perticarii che da un documento del 1494 risulta già disabitato e che in passato gli eruditi facevano corrispondere ad un antico centro, una colonia romana chiamata Perticaria (cfr. Racioppi 1876, 457)”.

 

PROFILO STORICO

“E’ menzionata nel Registro dei Baroni recensiti sotto Guglielmo il Buono, ed a quell’epoca avea una forte rocca. Dal suddetto Archivio Angioino poi appare che l’università pagava al Monistero della SS. Trinità di Venosa una decima annuale, consistente in una certa quantità di frumento e di orzo per ciascuno aratro, la quale poi fu tolta a censo da Guglielmo d’Alneto < ad tuminos sex pro quolibet bove domito ipsorum hominum >.

La giunta di Perticara le venne dal vicino distrutto <Castrum dictum Perticari>; ma all’epoca Durazzesca entrambi eran feudi dei Sanseverini e pel menzionato matrimonio di Giovanna con Carlo Ruffo passavano in questa Casa. Sotto gli Aragonesi erano dei Sanframondi, ed al tempo di Carlo V si possedevano dai De Castella; poscia Corleto divenne camera riservata e Marchesato di Casa Costanzo con privilegio del 15 Marzo 1601. Nel 1644 però ne era barone Carlo Selvago e nel 1659 infine per compra fattane passava alla Casa Riario”. (Giuseppe Gattini-1910)

 

“Sorta in epoca angioina, deriva la prima parte del toponimo, che in passato assunse anche le forme di 'Corneto' e "Cornito', dal latino coryletum, che significa 'noccioleto', o corylus, 'nocciolo'; la seconda invece fu aggiunta nel 1863 e sembra vada riportata a un antico villaggio, che fu colonia romana col nome di Perticaria. La sua storia non si discosta da quella dei territori circostanti che, assoggettati a più dominazioni, passarono nel corso dei secoli da una nobile famiglia all'altra: dopo essere stata sotto l'influenza dell'Abbazia della Trinità di Venosa, divenne possedimento dei Sanseverino, cui subentrarono i Ruffo. Feudo dei Sanframondi durante il dominio aragonese, sotto Carlo V fu assegnata ai De Castella, passando poi ai Costanzo e verso la metà del XVII secolo dapprima al barone Carlo Selvago e successivamente ai Riario. Nel 1860 dichiarò decaduta la dinastia borbonica e, annessa al Regno d'Italia, partecipò agli avvenimenti nazionali e internazionali del resto dell'Ottocento e della prima metà del Novecento, riportando grandi distruzioni in conseguenza dei bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale.

Tra i monumenti, oltre alle poche arcate del castello feudale, spiccano la chiesa parrocchiale del XVII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta, e il Santuario della Madonna della Stella”. (Paolo Sparaci-1998)

 

 

CARATTERISTICHE TERRITORIALI E SOCIO-ECONOMICHE

Centro montano, di origini medievali, che accanto alle tradizionali attività agricole ha affiancato una modesta presenza dell'industria e dei terziario. I Corletani sono pressoché integralmente concentrati nel capoluogo comunale, che ha conservato un aspetto rurale, senza lasciarsi condizionare dal cambiamento dei tempi. Discreta l’espansione edilizia. Il territorio, comprendente anche numerose case sparse, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno dai 510 ai 1.300 metri sul livello del mare, e offre un panorama di indiscutibile fascino, con i suoi rilievi coperti di vegetazione boschiva. L’abitato, che con i resti dei castello feudale ricorda la funzione difensiva dell’insediamento, ha un andamento plano-altimetrico vario.

Attraversato dal torrente Sauro, si estende nella parte centro-orientale della provincia, nelle vicinanze dell'abetina di Laurenzana, a confine con quella di Matera, tra Pietrapertosa, Laurenzana, Viggiano, Montemurro, Armento, Guardia Perticara e Gorgoglione (MT). I collegamenti stradali sono assicurati dalle statali n. 92 dell'Appennino meridionale, n. 103 di Val d'Agri e n° 598 “Fondovalle dell’Agri Fa parte della Comunità montana 'Carnastra-Alto Sauro'; gravita su Potenza e Marsicovetere per il lavoro, il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Sede di Comunità montana e di stazione dei carabinieri. La sua principale risorsa economica continua a essere costituita dall'agricoltura, pur registrandosi un sensibile calo degli addetti a questo settore. L’industria è rappresentata da piccole aziende che operano nei vari comparti; tra le lavorazioni artigianali degna di nota è quella del ferro battuto. Ultimamente il territorio ha registrato alcuni benefici economici derivanti dalle estrazioni petrolifere.

Pur registrando un significativo movimento di turisti, è poco frequentata per lavoro, in quanto le sue attività produttive non hanno ancora raggiunto livelli tali da consentire un maggiore assorbimento di manodopera; diffuso è invece il pendolarismo verso le aree più industrializzate. Al centro di rapporti particolarmente intensi con i comuni vicini, attira numerosi visitatori anche in occasione di alcuni eventi ricorrenti, quali: le feste di Sant'Antonio e dell'Assunta, che si svolgono rispettivamente il 13 giugno e il 15 agosto; i festeggiamenti in onore della Madonna della Stella, che hanno luogo la seconda domenica di maggio e l'8 settembre, e le fiere di animali e merci varie del 27 e 28 maggio e del 24 ottobre. Il Patrono, San Rocco, si festeggia il 16 agosto.

 

(Ricerche storiche, monumentali ed antropologiche di Vincenzo Falasca, Presidente I.R.S.A.B. < Istituto Ricerche Storiche Archeologiche Basilicata > sede: 85050 Grumento Nova (Potenza), via Maiorino 117/bis. Copyright riservato.  E-mail: [email protected]

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

13 giugno

Festa Patronale in onore di Sant'Antonio

15 agosto

Festa dell'Assunta

16 agosto

Festa Patronale in onore di San Rocco

8 settembre

Processione della Natività della Beata Vergine Maria

Fiere e Mercati

mercati:

primo e terzo giovedì del mese

fiere:

28 maggio / 30 luglio / 4 ottobre


Altri Eventi (segnalati)

 


 

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