Gorgoglione

.

Foto degli Utenti

Foto del Sito
Inserisci Foto
.
 

Hanno Scritto B a c h e c a
Gli Artisti Commenti Foto

Comune di Gorgoglione

 

Comune (MT)
E Abitanti  1.179
Altitudine 800 mt.
Superficie 34,23 Kmq
* C.A.P. 85030

 

  Municipio 0835.560257
  Guardia Medica 0835.560310


Gorgoglione

Situata sotto un costone roccioso, lungo il torrente Vallone, una grotta carsica chiamata “Grotta dei Briganti”, che lo storico Lacava ritiene essere stata abitazione dell’uomo primitivo, rappresenta sicuramente la più antica pagina della storia di Gorgoglione. Povero di riferimenti, se ne rinvengono tracce in alcune “Bolle Pontificie” del 1060 e del 1123 all’interno delle quali si fa riferimento alla costituzione della Comunità Parrocchiale in sede di riorganizzazione della Diocesi di Tricarico operata da Godana 3°, Primate di Lucania nel 1065.
La Comunità Parrocchiale risultava allora costituita da numerose chiese rupestri quali S. Maria di Pergamo, S. Maria di Cugno dell’Acino, S. Reparata, S. Antonio Abbate, S. Canio (tutte corrispondenti ad attuali contrade) e dalla chiesa Madre S. Maria Assunta. Di esse risultano presenti sul territorio il solo Santuario di S. Maria di Pergamo e la chiesa Madre S. Maria Assunta.I nomi di alcune contrade “Tempa dei Greci”, Sanguineta, vari termini dialettali di chiara estrazione etimologica greca, il ritrovamento di preziosi reperti archeologici, vasi apuli a figure rosse, conservati al museo Ridola di Matera farebbero risalire le sue origini molto più in là nel tempo, intorno al IV sec. A. c. ma molta della storia del paese rimane avvolta nell’oblio del tempo.
Alcuni ritengono che il nome Gorgoglione deriva dall’antico latino “gurguglio – gurguglionis” che significa “insetto del grano”, probabilmente deriva dalla forma sinuosa del paese rassomigliante alla sinuosità dell’insetto, altri, più suggestivamente, ma meno verosimilmente dal “gorgoglio” delle acque del torrente “Vallone” che lambisce l’abitato.
Compreso nella Contea di Montescaglioso, nel 1160 apparteneva a ad un certo patrizio che aveva sposato la vedova del normanna Alberto di Gorgoglione. In seguito appartenne a Roberto di Gorgoglione padrone di Acquaviva di Puglia.
Verso il XIV secolo, il feudo normanno fu affidato alla famiglia dei “Della Marra” di Spinoso, poi venduto agli Spinelli e infine, al termine dell’epoca, feudale fu ceduto al Marchese di Fuscaldo.
Nel 1545 contava 224 fuochi, poi, a seguito della pestilenza, nel 1669 ne contò solo 77, così come si legge nella relazione “Gaudioso” redatta per conto del re di Napoli nel 1762.
Era sede di un castello la cui ultima torre è stata demolita negli anni “60, come si evince dall’antico stemma, che è in azzurro con un albero naturale, una torre e due leoni controcampati in oro.
 

Gonfalone
Drappo di colore azzurro, ornato di ricami in oro con stemma comunale e con l’iscrizione al centro , anch’essa in oro:
“Comune di Gorgoglione”.
Le parti in metallo sono argentate, mentre i cordoni sono dorati.
Cravatta ricolorata con i colori nazionali.

 

Tratto da: www.comune.gorgoglione.mt.it/comune/gorgoglione

 

 

Repertorio artistico-turistico

Chiesa matrice di Santa Maria Assunta, a tre navate, con un pregevole fonte battesimale.

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

12 giugno

Festa in onore della Madonna del Pergamo (alla campagna)

13 giugno

Festa in onore di Sant'Antonio da Padova (Patrono)

1 settembre

Festa in onore della Madonna del Pergamo (in paese)


SPARO DEL MAGGIO
Un rito arboreo tra i più significativi della Basilicata. Nello spazio antistante il santuario il 12 giugno, durante la processione campestre della statua della Madonna di Pergamo, viene infatti innalzato un maggio, composto dall’unione di due alberi: un fusto di cerro e una cima di agrifoglio precedentemente tagliati nei boschi contigui e trasportati nei pressi del Santuario. 
In maniera simile ad altri riti arborei della Basilicata centrale – come quello di Accettura in onore di S. Giuliano – questo rito si svolge in occasione della principale festa religiosa del paese; esso viene  considerato come il retaggio di antichissimi riti forse precedenti l’era cristiana. 
Nel pomeriggio della festa il maggio costituisce il bersaglio degli spari dei cacciatori (che mirano alle targhette dei premi nascoste tra i rami della cima) e successivamente scalato dai giovani più ardimentosi del posto.


Altri Eventi (segnalati)

 


 

[ Mailing List ] [ Home ] [ Scrivici ]