Latronico

 

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Comune di Latronico

 

Comune (PZ)
Abitanti  5.500 circa
Altitudine 884 mt.
Superficie 7.598 ettari
* C.A.P. 85040 / 85043

 

Municipio 0973.853111
Guardia Medica 0973.858569
0973.851034
Carabinieri 0973.858101


LATRONICO

STEMMA

"Tre monti con una stella su ciascuno di essi. Monti color roccia, stella argento, fondo cielo" (michele lacava)

 

NOME

"Il radicale è later-eris, col suffisso di suono e di significato identico al suffisso di full-onica. Laonde Later-onicum non è altro che il luogo ove si cerne e si pesta l'argilla del tegolaio, l'officina ove si fabbricano i mattoni. (G. Racioppi)

 

PROFILO STORICO

"Latronico, terra Regia in provincia di Basilicata, compresa nella diocesi di Policastro, lontana dal mare miglia 36, e 60 incirca da Matera. Vedesi edificata in un monte, ove respirarsi un’aria molto elastica, ed è popolata da circa 3220 individui.

Il territorio dà del frumento, del vino, e legumi, che sopravanza il bisogno della popolazione. Non vi mancano i luoghi da pascolo per gli animali, de’ quali se ne fa qualche industria. Evvi pure della caccia, e sonovi finalmente delle sorgive di acque minerali atte alla guarigione di molti mali, segni indubitati di qualche vulcano.

Questa terra si vuole antica, ma secondo il mio istituto non voglio affatto asserire delle false, o immaginarie tradizioni. Se le dà ancora da taluni il nome di Città; ma io ignoro tal privilegio, e so, che nel 1457 quando Alfonso la tolse dalle mani di Giovannello di Montemurro, e Andromera sua moglie, che la possedevano, e la diede per ducati 600 a Cola de Ionata de Noha chiamasi casale seu castello. E’ vero che poi avesse potuto avere il privilegio di città; ma ripeto, che ciò io ignaro affatto.

Fu posseduta dalla famiglia Sanseverino, ma per ribellione di Girolamo, il Re Ferrante nel 1488 la conferì al milite Giulio Palmieri. Passò poi a Cammillo Pescara; indi al principe di Bisignano come suo suffeudo, e da questo alla famiglia Corcione. Si dice che per essere stata massacrata questa famiglia dal popolo nella rivoluzione di Massaniello passò alla Ravaschiera.  La rivoluzione suddetta fu nel 1647, ed io ritrovo tassato per questa terra nel 1648 Vincenzo Corcione.  Non è vero, ancora che dalla Ravaschiera fosse passata al Regio Fisco, poiché nel 1669 vi era padrone Giò Batista de Ponte. Gl’Ignaziani l’ebbero poi in possesso, e divenne Regia nella loro espulsione nel 1767.

La tassa dè fuochi nel 1532 fu di 254, nel 1541 di 357, nel 1561 di 319, nel 1591 di 385 nel 1648 di 280, e nel 1669 di 57, a cagione della peste del 1656. Qui soggiungo, che le donne di questa terra vestono di una foggia assai piacevole".(lorenzo giustiniani-1797)

 

"...E’ menzionata in una greca pergamena del 1063. All’epoca Aragonese si possedeva da Giovannello di Montemurro, a cui il Re Alfonso togliendola nel 1457, vendè a Nicola Gionata de Noha. Passò poi ai Sanseverino, indi ai Palmieri ed ai Pescara; ma ritornata ai Sanseverino, fu nel 1623 ceduta come suffeudo ai Corcioni: da questi passava nel 1659 ai Ravaschieri; nel 1669 ai De Ponte ed in seguito ai PP. Gesuiti: alla costoro cacciata finalmente nel 1767 venne annoverata trai beni allodiali della Corona. Da ciò pretese il titolo di città, ma è contraddetto dal Giustiniani.

Circoscr. Civ. ed Eccl. – Ora è Comune di 3144 abitanti e sede di Mandamento nel Circondario di Lagonegro e Diocesi di Policastro con Chiesa Parrocchiale sotto la cura di un Parroco, e con tre confraternite e due Monti Frumentari.

Cose notevoli – Vi si rinvengono minerali considerevoli, come il quarzo–jalino–prismato, la pirite–marziale, il gesso, il talco ecc.  V’ha il marmo statuario, calcio–carbonato–compatto bianco; ed il cipollino o verde antico. Vi sgorgono finalmente interessanti acque termo–minerali.

Uomini Illustri. – Vi ebbero i natali i giuristi Arcieri e Giacoia, il letterato De Luca ed il Vescovo Marsico". (giuseppe gattini-1910).

 

SITUAZIONE ATTUALE

"L'economia di Latronico è stata sempre di tipo agricolo-pastorale. Notevole era un tempo l'economia di origine boschiva, diffuso l'artigianato del legno, della pietra, del ferro, delle costruzioni.

Oggi, in cui tutti i settori economici vanno un po' a rilento, la struttura produttiva e le prospettive di sviluppo sono racchiuse nell'attività termale (il complesso termale e alberghiero "la Calda" di Latronico è tra i più grandi e moderni d'Europa, si trova nel cuore verde del comprensorio ecologico termale dei Pollino-Sirino-Maratea e grazie alla bontà delle acque suìfuree si va imponendo, tra alterne vicissitudini, tra le località di cura e di vacanza); nelle risorse naturalistiche e paesaggistiche esistenti sul territorio, quali: il bosco Malboschetto, il Monte Alpi, il fiume Sinni, il torrente Peschiera, il Bosco Magnano, la Pineta; nelle emergenze archeologiche (Grotte preistoriche di Calda e sito Enotrio di Colle dei Greci) nelle apprezzabili iniziative a livello industriale ed artigianale, quali: la lavorazione della pietra grigia locale, del ferro, del legno e della ceramica, la produzione, la lavorazione e la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari (salumi, formaggi, funghi e prodotti dei sottobosco), nel rispetto della cultura e delle tradizioni popolari locali e della genuinità contadina; di manufatti per le costruzioni, che resta uno dei settori importanti per Latronico.

La valorizzazione delle risorse locali; l'uso di sistemi informatici per la promozione e la conoscenza del territorio in tutti i suoi aspetti, lo sviluppo di un sistema integrato ambiente-agricolo-alimentare, con tutte le attività connesse: artigianato, commercio, ecoturismo, turismo rurale, religiose (il culto di Sant'Egidio Abate e il segno della Manna) e culturale (pesce fossile, siti archeologici, museo archeologico e museo delle arti, dei mestieri e della civiltà contadina), il sostegno e la promozione della Pubblica Amministrazione alle attività in grado di creare lavoro e dare occupazione stabile: queste potrebbe costituire le linee di una possibile strategia adatta a far emergere il potenziale vantaggio competitivo del territorio di Latronico. Essa è una terra che conserva ancora intatta una virtù sacra e antichissima: l'ospitalità, indice di nobili sentimenti e di avanzata civiltà"

 

 

(Ricerche storiche, monumentali ed antropologiche di Vincenzo Falasca, Presidente I.R.S.A.B.
<Istituto Ricerche Storiche Archeologiche Basilicata> sede: 85050 Grumento Nova (Potenza), via Maiorino 117/bis.
Copyright riservato.  E-mail: [email protected]

 

 

Da visitare:
- Il sito archeologico delle Grotte di Calda
- Le Terme, per ritemprarsi nell'acqua sulfurea
- La zona archeologica "Enotria" di Colle dei Greci
- Il Museo Civico archeologico (sono conservati importanti reperti del Neolitico e dell'età del Bronzo rinvenuti nelle Grotte e a Colle dei Greci)
- Il Pesce Fossile di Monte Alpi (un istioforide lungo oltre due metri)
- La Chiesa di Sant'Egidio Abate (Patrono del Paese); la Chiesa di San Nicola del XII° sec.; la Meridiana del XIX° sec.; i centri di Agromonte Magnano e Agromonte Mileo; il Monte Alpi, il bosco Magnano ecc.

 

 

Manifestazioni ed eventi:

15 giugno

Festa in onore di San Vito

23 giugno

Festa in onore di Sant'Antonio da Padova
(loc. Agromonte Magnano)

2 luglio

Festa in onore della Madonna delle Grazie

15 agosto

Festa dell'Assunta (loc. Calda)

1 settembre

 

Festa patronale in onore di Sant'Egidio

 


Altri Eventi (segnalati)

 

 

 

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