Montalbano Jonico

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Comune di Montalbano Jonico

 

Comune (MT)
Abitanti  8.341
Altitudine 280 mt.
Superficie 132,94 Kmq
* C.A.P. 75023

 

Municipio 0835.593811
Guardia Medica 0835.596249
Biblioteca Comunale 0835.691078


MONTALBANO JONICO

L'abitato di Montalbano Jonico è posto su una collina, la cui punta massima si trova a 292 metri sul livello del mare, a circa 20 km dal mare jonio, al centro del Golfo di Taranto. Il suo assetto urbanistico si può suddividere in quattro parti:
1) Quella più antica, la zona più periferica è stata parzialmente inghiottita dai calanchi, è delimitata da ciò che rimane della prima cinta muraria. Sono stati, infatti, recuperati e valorizzati le mura medievali che si sono parzialmente conservate;
2) L'area urbana racchiusa dalle mura rinascimentali, che rappresentano la seconda cinta muraria, quasi integra e anch'essa, in parte, restaurata;
3) L'altra area urbana a destra dell'abitato, guardando a nord, si è invece sviluppata negli anni '30, seguendo un certo ordine, fino alla scuola elementare;
4) Infine quella degli ultimi decenni, caratterizzata dall'assenza di una logica urbanistica razionale ed omogenea, anche in considerazione delle moderne esigenze.

Non vi sono documenti che possano attestare con certezza le sue origini. Alcuni reperti archeologici ritrovati però nel centro abitato, risalgono all'età ellenistica. Una immagine di Giano Bifronte, dio romano capace di scrutare il futuro e il passato, dio anche delle porte, poiché guarda all'interno ed all'esterno di esse, posta sul portone d'ingresso del distrutto castello montalbanese e visibile fino al 1600, ha fatto supporre che alcuni lucani alleati dei tarantini e di Pirro, durante la battaglia di Heraclea, che vide fronteggiarsi le truppe romane contro quelle epiriote che misero in fuga i romani spaventati dagli elefanti, in un secondo momento, quando l'esercito romano sconfisse Pirro, si siano ritirati sulla collina montalbanese e per ingraziarsene le simpatie, temendone la vendetta, abbiano dipinto l'immagine di Giano Bifronte sulla porta del castello.

In contrada Iazzitelli è stato comunque trovato un sito risalente all'età del Bronzo, mentre le Tavole di Heraclea, conservate nel museo archeologico nazionale di Napoli e che rappresentano una importantissima e forse unica testimonianza di suddivisione agraria dei territori dei santuari di Dioniso e di Atena, risalente al IV secolo a.C., con incisa sul retro la Lex Iulia Municipalis del I secolo a.C., sono state rinvenute nel territorio di Montalbano Jonico nei pressi del fiume Cavone, che delimita il suo territorio da quello del comune di Pisticci. Nel medioevo Montalbano Jonico è appartenuto ai Sanseverino, è nota la vicenda del triplice avvelenamento di tre rampolli di quella casata, ad opera della Castellana Sancia Dentice, poi ai Villamare, ai Toledo e agli Alvarez. Nei pressi dell'Agri, alle falde della masseria Cerulli, sono ancora visibili i ruderi del monastero bizantino di San Nicola de Sylva che è stato sede dei monaci cistercensi. Nel 1555 Montalbano Jonico venne saccheggiata dai Turchi e la seconda cinta muraria, che era di età aragonese, fu ristrutturata. Dalla fine del 1700 e per buona parte del 1800, fino all'unità d'Italia, a Montalbano Jonico, è stato molto attivo il movimento antiborbonico, con personaggi che si sono proiettati anche fuori dal contesto urbano ed hanno pagato duramente le loro scelte, in alcuni casi con la morte, in altri con la prigionia e l'esilio o con l'emarginazione dalle cariche pubbliche. Nel 1863 venne aggiunto l'appellativo Jonico per distinguerlo da altri comuni e sottolineare la sua vicinanza al mar Jonio. Sono tre le ipotesi sull'origine del suo nome: quella araba, albano in quella lingua significa luogo eccelso, Mons Albanus, dal gentilizio Albius e quindi un riferimento a Roma che assegnava le terre conquistate ai veterani di guerra e infine con riferimento alle argille bianche che circondano il paese. Nel mese di Gennaio del 1735 il giovane Re Carlo III di Borbone, di passaggio da Montalbano Jonico, omaggiò il paese con il titolo di Città, ma non è stato rinvenuto alcun documento che lo attesti, e donò una grossa catena di ferro. Posta davanti al portone di ingresso del palazzo che lo aveva ospitato, se afferrata da un malfattore ricercato dalle forze dell'ordine, gli garantiva l'impunità fino a quando la teneva stretta tra le sue mani. La catena è ancora conservata presso la biblioteca comunale. Il 2 aprile del 2009 il riconoscimento di Città è stato concesso dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Nel periodo del confino durante il fascismo, nel centro storico montalbanese hanno trovato ospitalità Camilla Ravera, una delle fondatrici del Partito Comunista Italiano, e Alberto Levi di Torino, amico di Vttorio Foa e aderente al movimento Giustizia e Libertà. Fino al 1959 il territorio del comune di Montalbano Jonico comprendeva anche le frazioni di Policoro e Scanzano. La volontà politica ha poi determinato l'autonomia di Policoro, nel 1959, e quella di Scanzano, nel 1975, a seguito di un contestato referendum, poiché venne consentito di far partecipare ad esso, in spregio, secondo eminenti giuristi, al dettato costituzionale, solo ad una parte della popolazione ricadente nei predefiniti confini del nascente comune autonomo. Il territorio di Montalbano Jonico è stato da allora mutilato dello sbocco al mare Jonio. La frazione di Policoro era stata contesa al comune di Tursi con una causa agli inizi del 1800. Solo nel 1871 si riuscì a vincere definitivamente il contenzioso giudiziario e ad aggregarla a Montalbano Jonico, che oggi conta poco più di settemila residenti e registra un costante calo demografico dalla fine degli anni '70, con una accelerazione negli ultimi vent'anni. Ma la sua storia, i personaggi che l'hanno animata, la sua invidiabile posizione geografica, le sue ottimali condizioni climatiche, i suoi calanchi, il senso di ospitalità della sua popolazione e la sua tolleranza, che è capace di contenere la fisiologica conflittualità comunitaria entro i limiti della civile convivenza, sono tutti elementi immutati nel tempo e che rendono piacevole il soggiorno non solo durante il periodo estivo, quando strade e vicoli si animano e numerosi eventi e manifestazioni rendono più gradevoli le ore serali, il caldo è più sopportabile che lungo i paesi rivieraschi, ma anche nelle altre stagioni dell'anno, ognuna con i suoi caratteristici colori.

 

Dott. Vincenzo Maida      

 

Repertorio artistico-turistico

Chiesa parrocchiale di San Maurizio con cupola del ‘400; conserva anche una Madonna col Bambino e San Giovanni, opera attribuita a Mattia Preti (1613-1699), una Maddalena di Simone Olive da Tursi (secolo XVIII), un’acquasantiera ed altari lignei cinquecenteschi.

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

1° domenica di luglio

Festa in onore di Santa Maria delle Grazie

16 agosto

Festa in onore di San Rocco

22/23 settembre Festa patronale in onore di San Maurizio

 

 
Fiere e Mercati
Mercato delle merci il 19 di ogni mese
Fiera il 20 settembre


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