Monticchio

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B a c h e c a Dolomiti Lucane
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Comune di Rionero in Vulture

 


MONTICCHIO

Incastonate nel verde intenso del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani dell'Appennino meridionale, appaiono i laghi di Monticchio. Raggiungendo le verdissime sponte del lago piccolo, che si accorge di trovarsi accanto ad alcuni gioielli più preziosi della bella e misteriosa terra Lucana. Questa era stata una delle patrie di Federico II di Svevia, il quale era solito cacciare in questi boschi con il suo falco; inoltre si racconta che in questi boschi trovò rifugio Carmine Donatelli, detto "Crocco", il brigante di Rionero che con la sua banda combattè una disperata battaglia contro i Piemontesi.
Dal 1971 la zona è stata dichiarata riserva naturale, per conservare integro l'habitat ideale per la Brahmea Europea.

 

Monticchio, centro della Basilicata, suddiviso fra i comuni di Atella e Rionero in Vulture , comprendente le due frazioni di Monticchio Bagni, stazione idrominerale (acque bicarbonato-alcaline), e Monticchio Sgarroni, situate sulle pendici occidentali del Vulture (parte del comune di Rionero). Nel territorio del comune di Atella sono i piccoli laghi di Monticchio (detti “i gemelli del Vulture”), occupanti il doppio cratere centrale dell'apparato vulcanico del Vulture: il Lago Grande (0,4 km²) e il Lago Piccolo (0,1 km²), separati da una striscia di terra larga 216 m.

ME FABULOSAE VOLTURE IN APULO ALTRICIS EXTRA LIMEN APULIAE LUDO FATIGATUMQUE SOMMO FRONDE NOVA PUERUM PALUMBES TEXERE, MIRUM QUOD FORET OMNIBUS, QUICUMQUE CELSAE NIDUM CHERONTIAE SALTUSQUE BANTINOS ET ARVUM PINGUE TENENT HUMILIS FORENTI. UT TUTO AB ATRIS CORPORE VIPERIS DORMIREM ET URSIS. UT PREMERER SACRA LAUROQUE CONLATAQUE MYRTO. NON SINE DIS ANIMOSUS INFANS.

ORAZIO III. 4

 

Monticchio Laghi

Due laghi craterici, a 600 metri sul livello del mare, protetti da una cortina verdissima di faggi, castagni, ontani, frassini, acèri e tigli.

Nelle acque vi è abbondanza di tinche, carpe, anguille.

Abbazia di San Michele, fondata prima del 1000 dai frati Benedettini intorno ad una grotta basiliana del secolo XI.

Tra i due laghi i Ruderi del monastero e chiesa di Sant’Ippolito risalenti ai secoli XI e XII, fondato dai monaci Benedettini.

Riserva naturale del faxinus oxycarpe, antichissima pianta di origine balcano-asiatica.

Caratteristica della zona Vulturina è la presenza della “Brarnea europea” (farfalla notturna che si ritrova solo in Asia), la cui presenza è legata al faxinus oxycarpa.

 

 

Riflessa nelle acque del Lago piccolo, appare tra gli alberi del bosco, la Badia di San Michele. La storia racconta che intorno al decimo secolo arrivavano nella zona dei monaci Basiliani, che qui insediarono un centro monastico. Verso la fine del cinquecento, la Badia di San Michele fu presa in commenda dal Cardinale Borromeo e successivamente da Cardinale Filippo Neri. Grazie a loro si deve la rinascita della Badia dopo decenni di decadenza.

 


 

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