Album di Famiglia... Pomaricana

( Pietro VARUOLO )

 

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Album di Famiglia... Pomaricana

Ricomporre in un grande “affresco” gli artefici della vita quotidiana del mio Paese, riproporre i momenti più salienti che hanno caratterizzato lo scorrere della vita di un intero secolo mi ha sempre affascinato e mi ha convinto ad infastidire (ripetutamente) centinaia di famiglie per recuperare il materiale occorrente.
Anche nelle case più modeste è conservato, con particolare attenzione, il ricordo degli antenati e che è ben sintetizzato da una immagine fotografica. La fotografia è un mezzo potente per risvegliare ricordi, emozioni, affetti e anche passioni ormai sopite; un libro, quantunque interessante, lo leggiamo non più di due volte: un Album, invece, lo scorriamo più e più volte.
Io credo che quando abbiamo rigirato tra le mani la fotografia di un defunto (e sono ormai tantissimi coloro che dimorano in una dimensione non terrena) per annotare la data in cui è stata scattata e il cognome e nome quella determinata persona “riviveva” nella nostra memoria e le consentivamo di essere nuovamente presente tra noi tirandola fuori dall’oblio nel quale era stata relegata.
Altrettanto, penso, accadrà ogni qual volta ognuno di voi, scorrendo le pagine del presente Album (insieme ai parenti ed amici) si soffermerà su una foto in particolare e ne discorrerà ad alta voce con l’interlocutore più prossimo.
Una raccolta così nutrita ci consente di avere sotto mano una documentazione insolita (godibile anche da persona non colta) su precisi avvenimenti come l’esistenza di Associazioni, i matrimoni, i funerali, la fusione della campana della Chiesa Madre, i diversi costumi ecc.
Il trasferimento di famiglie benestanti (GLIONNA, MASSAROTTI, PACILIO, DECICCO, SISTO) nelle varie città d’Italia non mi ha permesso di poter disporre di foto ancora più interessanti (e molto ben conservate) per portare a compimento un lavoro unico ed invidiabile.
Quelle raccolte (e catalogate) costituiscono, pur tuttavia, un patrimonio insostituibile e mi rammarica moltissimo aver dovuto fare delle discriminazioni imperdonabili verso tante altre, anche belle ed interessanti, che avrebbero potuto ben figurare accanto a quelle prescelte per la stampa. Le si potrebbe utilizzare in un secondo momento quando avremo avuto la possibilità di verificare la riuscita dell’esperienza attuale.
Questo esperimento (aver messo insieme un Album riguardante un intero Paese) forse eguaglia in parte la portata dell’opera di Luigi Luccioni ed intitolata “La Basilicata ... com’era”. In un prossimo futuro si potrebbe estendere l’iniziativa ed approdare ad una raccolta organica dando origine ad un “Album di ... famiglia lucana”.
Il contatto diretto con molte famiglie mi ha consentito di allargare le mie già rilevanti conoscenze sulla storia di Pomarico e ho potuto apprendere particolari che prima conoscevo soltanto larvatamente.
Il lavoro sarebbe risultato senz’altro più interessante se avessi potuto utilizzare le foto provenienti dall’archivio fotografico di Luigi Pignatelli (senior) e dalla casa di Mariano Castellano. Queste ultime sono state disperse da persona fornita di titolo di studio superiore ma che per questi cimeli non avverte il benché minimo interesse (mi è capitato di poter recuperare soltanto un negativo su vetro sulla strada che conduce alla fontana di “S. Pietro” insieme a qualche altra foto); nella vecchia casa di Pignatelli (al Casolaro) rinvenni numerosi negativi su vetro e li consegnai al nipote (Luigi): il destino baro ci ha privato anzitempo della sua presenza e non è stato più possibile rinvenirli nonostante la collaborazione dei suoi parenti. Sarebbe opportuno praticare ulteriori ricerche perché è sicuramente un “deposito” rilevante ed antico.
Qualche altro amatore del posto (il quale possiede una “cassa” di buone foto) non ha trovato il tempo per aprirla e farmela visionare nonostante i reiterati e pressanti solleciti.
Un risalto particolare ho voluto dare ai soldati della Seconda Guerra Mondiale che hanno perso la loro vita per la Patria o che non siano più tornati a casa (risultando “dispersi”) e che ormai possiamo tranquillamente assimilare ai primi.
Nella raccolta hanno trovato posto anche foto di Pomaricani in America e credo che farà piacere ai loro discendenti vederli insieme a quelle dei parenti residenti nel loro paese di origine; servirà certamente a rinsaldare maggiormente quel vincolo che anche oggi è abbastanza consistente.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno prestato volentieri le foto di cui erano in possesso, quelli che mi hanno aiutato nello stabilire le date e soprattutto nel riconoscere i volti.
Un sentito e doveroso ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito alla nascita di questo particolare Album.
In definitiva questo ulteriore “momento culturale” va ad arricchire la già consistente storia di Pomarico e lo pone alla pari di paesi più progrediti e più noti.
Umberto Eco sostiene che “i libri allungano la nostra vita”; io vi aggiungerei anche: “la rendono più interessante”. Il notissimo detto Pomaricano “Ha d-t mi-ca li’bbr ‘a stamp!” concorre a dare un pò di lustro all’Autore e a ripagarlo per l’improba fatica.

Pomarico  7.9.1991

 

 

Pietro Varuolo


 

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