Ripacandida

 

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Santuario di S. Donato

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Comune di Ripacandida

 

Comune (PZ)
E Abitanti  1.870
Altitudine 621 mt.
Superficie 33,22 Kmq
* C.A.P. 85020

 

  Municipio 0972.644132
  Guardia Medica 0972.645191
  Carabinieri 0972.645401


RIPACANDIDA

Ridente centro a 620 m.s.m. e costruito su un colle roccioso dal quale si gode uno splendido panorama verso il Monte Vulture; noto per la produzione vinicola ed olearia deriva il nome dalla “bianca ripa” su cui sorge o, per altri studiosi, dal vicino centro scomparso chiamato “Candida Latinorum”.

L’abitato moderno risale al periodo delle invasioni gotiche, quando gli abitanti di Candida Latinorum, nella valle, si trasferiscono sul colle. Si è scoperto che il centro attuale è, in parte, sovrapposto ad un insediamento indigeno frequentato dal VII al IV sec. a.C. Nella fiumara si trovano le rovine di un acquedotto romano che a Leonessa, sotto Venosa, aveva un grande serbatoio d’acqua.

È fortificata dai Longobardi e, nel medioevo, è nota per aver inviato alla liberazione del Santo Sepolcro, al comando di Boemondo, un folto numero di armati.

Durante la dominazione Normanna, nel XII secolo, si apprende dalle fonti, che viene affidata a Ruggiero Marescalco; sotto il dominio Svevo è talmente importante che l’imperatore Federico II affida a Roberto di Ripacandida un prigioniero lombardo. Per l’insurrezione ghibellina del 1268 si schiera con gli Angioini; nel 1283 diviene feudo di Goffredo da Tizzanello, nel 1294 appartiene a Filippo della Leonessa e, nel 1306, è di Sergio di Siginolfo.

Nel 1532 è assegnata ai Caracciolo e, quando Cario V d’Angiò la toglie a questi ultimi, va ad Onorato Grimaldi, signore di Monaco; è poi, con il titolo di Duca dei Boccapianola e, quindi, alla famiglia Mazzacchera dei Duchi di Castelgarramone.

Nel 1528 è saccheggiata dalle armate francesi del Lautrec e, nel 1861, dà inizio al moto leggittimista che proclama, a Melfi, il governo provvisorio borbonico. È sede di uno studio di Teologia e centro di cultura. Ha dato i natali al giurista Andrea Molfese (1585-1619); al teologo G. B. Rossi (1650-1719) ed al chirurgo Leopoldo Chiari (1790- 1849).

 

Chiesa e Convento di San Donato

La chiesa, restaurata dopo il terremoto del 1930 e nel 1954, è ad unica navata con coro quadrato, coperto da una volta a crociera; nella navata quattro grandi pilastri addossati alle pareti formano tre campate coperte da volte a crociera a sesto acuto e rialzato. È illuminata da finestre che si aprono nella metà superiore delle pareti longitudinali.

Nel 1152 la chiesa appare citata da una Bolla del Papa Eugenio III; quindi si ritrova nelle “Rationes Decimarum” del 1325, quando viene tolta alla mensa episcopale di Rapolla ed assegnata ad un chierico; da questa data si può collocare il primitivo insediamento francescano.

Dall’interessante ciclo di affreschi del XIV secolo, deturpati da interventi eseguiti nel 1628, si deduce che la chiesa all’epoca già apparteneva ad un ordine francescano, lo stesso ciclo si sviluppa su volte, pareti e pilastri delle tre campate; sulle pareti d’ingresso sono dipinte la “Crocifissione”, la “Resurrezione” e”L’Ultima Cena”; nella vela della prima campata vi sono episodi della “Passione di Cristo” con “L’Annunciazione” e la “Visitazione”, mentre, nella parete si vedono “L’inferno” a destra, e “Cristo in trono con schiere di angeli sulla città celeste” a sinistra; nelle vele delle campate successive vi sono episodi della “Genesi”, nella parete della terza campata è dipinto “San Francesco che distribuisce la regola agli Ordini” e al di sopra si vede una “Pietà”: nei pilastri sono dipinti i Santi dell’Ordine, tra i quali San Bernardino e San Luigi di Tolosa, mentre, nei peducci delle vele sono raffigurate le Sibille e le Virtù.

Negli episodi della Creazione il Padre Eterno, in una mandorla sorretta dagli angeli, si mostra severo nella calma del

gesto e nella “fissità arcaicizzante”; nelle storie di Noè l’artista, utilizzando toni di favola, inserisce scene della semplice vita quotidiana del tempo.

La semplice facciata della Chiesa dal frontone triangolare è allineata con quella del convento da un unico cornicione a costituire una sola ampia superficie; un portale d’ingresso del XVII sec. con una coppia di finestre ovali, sottolineano la facciata; il campanile, costruito a fianco del presbiterio, è a tre livelli con due ordini di monofore a cuspide terminale.

Il Convento che nel 1605 ospita Padri Francescani Osservanti, subisce profonde modifiche dopo la soppressione del 1866; attualmente si sviluppa attorno ad un chiostro quadrangolare con porticato su tre lati, ad arcate su pilastri che costituiscono l’accesso ai locali del piano terra con i servizi conventuali, ed alla zona ad uso residenziale, attraverso una scala all’interno di un locale. Nella chiesa è conservato anche un sontuoso altare barocco ed un dipinto della “Madonna degli Angeli” di Pasquale Pietrafesa.

   

da: A.P.T. Basilicata - Itinerari di Federico II
testo di: Alfredo Borghini            

 

 

Manifestazioni ed eventi:

7 agosto

Festa in onore di San Donato  ( Patrono )

18 agosto

Festa in onore di San Rocco

14 settembre

Festa in onore della Madonna del Carmine

 

 
Fiere e Mercati

Fiere:

17 agosto


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