Sant'Angelo le Fratte

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Comune di Sant'Angelo le Fratte

 

Comune (PZ)
E Abitanti 1.551
 Altitudine 596 mt.
Estensione 22,99 kmq
C.A.P. 85050

 

  Municipio 0975.386502
  Guardia Medica 0975.386295
  Carabinieri 0975.383001
  Pro-Loco 0975.386502


SANT'ANGELO LE FRATTE

La storia
Situato su una collina sovrastata da un'imponente massa rocciosa, a dominare il corso del fiume Melandro, il paese sorse nell' attuale posizione sviluppandosi probabilmente,  attorno ad un convento Basiliano. Prese all’inizio il nome di Castrum Santcti Angeli de Fratis, forse per sottolinearne I appartenenza alla chiesa. Le prime tracce di insediamenti risalgono al VI sec. a.C., quando qui dimorarono con ogni probabilità, tribù greche, come ancor oggi sembra ricordare il nome della contrada "Fosso dei Greci". Tombe ed oggetti in ferro e bronzo, opere laterizie e frammenti di are con epigrafi sepolcrali, nonché armi di origine romana, portate alla luce durante più o meno, casuali ritrovamenti , testimoniano una frequentazione della zona intorno all’attuale paese dal IV al I secolo a.C. I più cospicui ritrovamenti sono avvenuti in località Vetraursa, come è comunemente chiamata dai contadini del posto (il nome dialettale sembrerebbe derivare dal latino Veterum, vecchio, ed Urseium, antica città, di cui si è perduta traccia, come molte altre citate dagli storici romani). Probabilmente  l’area fu abitata, più che da indigeni o lucani, da disertori dell'esercito romano, o da soldati scampati alla morte durante le guerre sannitiche (264 - 146 a.C.) e durante la battaglia dei Campi Veteres (presso Vietri) dove secondo quanto raccontato dallo storico Livio, Tito Sempronio Gracco fu trucidato dai soldati di Annibale. Durante il regno normanno di Ruggiero II (XII sec.) S. Angelo era un Casale, nucleo cioè di modeste dimensioni, formato da pochi rustici casolari e appartenente al Giustizierato di Principato, come tutti i paesi della valle del Melandro. Conobbe vari padroni, dai De Jamvilla ai Gesualdo ai De Gennaro e visse un periodo importante quando, a causa della distruzione della città di Satriano, sede vescovile, avvenuta nel 1430 per mano di Giovanna d’Angiò (vedi Tito: Escursioni), il Vescovo Frate Andrea da Venosa scelse S. Angelo quale sede provvisoria della Diocesi di Satriano. Quando la diocesi fu annessa. nel 1525, a quella di Campagna, molti dei prelati della cattedra di Satriano e Carnpagna preferirono mantenere carne sede propria S. Angelo le Fratte, facendo molto per il miglioramento del paese, che conobbe un progressivo aumento della popolazione. Determinante per la storia del centro fu il Vescovo Giovanni Caramuele Lobkovvitz, che qui dimorò tra il 1657 e il 1673. Teologo. matematico e umanista, impiantò nel palazzo episcopale una elegante tipografia, la prima del Meridione. Dopo la morte del Vescovo Marco Leone, avvenuta nel 1790, nessun prelato dimorò più qui e il centro decadde. Gli stabili episcopali e molti edifici sacri deperirono tanto che, oggi, di quell’illustre periodo storico non rimane traccia neanche nella memoria dei cittadini.

Cosa vedere
Due le emergenze degne di nota nel paese: la Chiesa madre del Sacro Cuore e S. Michele, e la Cappella dell’Annunziata. Alla prima, situata in Piazza dei Martiri, si accede da una gradinata esterna, delimitata in alto da due leoncini, materiale di recupero probabilmente proveniente dalla distrutta chiesa di S. Stefano. Fatta erigere all'inizio del 1600, cattedrale durante la residenza dei vescovi della Diocesi di Satriano, fu ricostruita completamente dopo il terremoto del 1694, con grande ricchezza di decori. Ancor oggi, nell’interno a tre navate a croce latina, è possibile ammirare l’altare maggiore in legno dorato, con i vistosi ornamenti floreali e due cornucopie alle estremità superiori, un crocifisso del 1726, una statua lignea del 1700, rappresentante S. Michele Arcangelo, realizzata dall’artista Nicola Fumo e un coro ligneo a 19 stalli con braccioli intarsiati. Pregevole è la grande tela raffigurante la Madonaa del Rosario circondata da 15 riquadri pittorici, uno per ogni sacro mistero, attribuita al pittore satrianese, detto il Pietrafesa, per l'ovalità del volto e le sfumature grigio-azzurrine. Si conservano, inoltre. due massicci bacili in pietra marmorea su piedistallo scolpito (epoca ignota) e alcuni dipinti del XVIII sec. La struttura subì ulteriori rimaneggiamenti a seguito degli eventi sismici del 1826 e 1857. La chiesa dell’Annunziata, semplice e spoglia, offre al visitatore un interessante gruppo di statue, raffiguranti la Pietà, che rievoca le sculture lignee fiamminghe. Nel minuscolo campanile a due spioventi si Conserva una Campana del 1703 appartenuta al vecchio convento dei Frati Minori. Può valere la pena una visita alla grotta del vecchio Convento basiliano, alla via del Cimitero, in cui è in esposizione permanente, dal 1971, un presepe in poliestere. Sono ancora da segnalare, nel centro storico, il Palazzo Galasso, sede municipale attualmente in restauro, il monumento ai Caduti di tutte le guerre, opera di recente realizzazione dell’artista Pierfrancesco Mastroberti, che si erge con la sua mole su una terrazza a strapiombo su un suggestivo panorama e, infine, in Contrada Fellana, la Villa Giacchetti, dove sono conservati pregevoli affreschi della fine del '700.

Eventi e manifestazioni
Stare insieme e fare festa, come nello spirito più tradizionale della cultura contadina: è questo ciò che anima, le manifestazioni di agosto, occasione per chi vive ormai lontano, e qui ritorna in vacanza,  di ritrovare certi sapori certe atmosfere, e per chi e rimasto, per recuperate o non dimenticare, la sapienza e la cultura di un popolo millenario. In particolare a S. Angelo si svolge, con consolidato successo, la manifestazione "Cantine aperte", percorso eno-gastronomico tra le caratteristiche cantine ricavate direttamente nella roccia della montagna sovrastante il paese, nella zona detta "Cupa delle Cantine". Essa ha luogo nei giorni 12 13 14 agosto, ed offre la possibilità di gustare vino locale ma anche formaggi ed altri prodotti tipici della gastronomia.
Molto sentita è la festa del 29 settembre in onore del Patrono S. Michele Arcangelo che si conclude con suggestivi fuochi pirotecnici.

Escursioni
E’ di recente scoperta una grotta naturale con stalattiti e stalagmiti proprio sotto l' abitato. Ma la meta escursionistica assolutamente da non perdere è quella al Campo di Venere, una distesa a perdita d’occhio di campi seminati a frumento, patate, grano. foraggio, orzo, situata a 1300 metri di altitudine e immersa nel più assoluto silenzio. Qui la presenza dell’uomo è infatti discreta, limitata a quei pochi contadini che vi risiedono regolando la propria vita sui ritmi immutabili della terra, in uno stile di vita quasi arcaico. Qui sopravvivono ancora oggetti e utensili altrove dimenticati, come la 'rodda, il contenitore a fasce di ferro che, caricano sul dorso del mulo, serve al trasporto del fieno; oppure 'o strasceno, slitta di legno che scivola agevolmente sull'erba. E possibile effettuare sia percorsi a piedi che a cavallo.

da: "Le valli del Melandro"     
di Comunità Montana del Melandro

 

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

8 maggio

San Michele Arcangelo
(giorno di penitenza, istituita a seguito degli eventi sismici del Dicembre 1857 per volere della popolazione quale implorazione al Santo affinché proteggesse l'abitato da ulteriori catastrofe)

13 giugno

Festa in onore di Sant'Antonio e San Vito

2° domenica
di agosto

Festa della Madonna delle Nevi  ( C/da S.M. Fellana )

3° domenica
di agosto

Festa della Madonna Ausiliatrice  ( C/da Campo di Venere )

29 settembre

Festa patronale in onore di San Michele Arcangelo

domenica (2° decade di dicembre)

Festa di Santo Emidio e Santa Lucia


Altri Eventi (segnalati)

 


 

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