Satriano di Lucania

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Comune di Satriano di Lucania

 

Comune (PZ)
E Abitanti  2.384
Altitudine 650 mt.
Superficie 33,02 Kmq
* C.A.P. 85050

 

  Municipio 0975.383121
  Guardia Medica 0975.383388
  Carabinieri 0975.383001


SATRIANO DI LUCANIA

La storia
Il nome attuale fu adottato nel 1887, quando si decise di abbandonare definitivamente il vecchio toponimo di Pietrafesa o Pietrafixa, e di riconoscere, quindi, che l’origine del paese affondava le sue radici nella distruzione dell’antica città di Satrianum, i cui abitanti, intorno al 1420, si riversarono nei centri vicini, ripopolandoli (vedi “La collina di Satriano”). Il suffisso Fixa, ossia “spaccata”, del toponimo originale derivava probabilmente da una grossa spaccatura che si apre in un monte vicino, formando un burrone che serve da passaggio a chi da Satriano si reca a Potenza. L’antica Pietrafesa si sviluppa lungo le pendici e le falde di tre rocce, o pietre, dette Castello, Piesco e Madonna della Rocca, sfiorate dal fiume Melandro. Di qui passava il tracciato dell’antica Via Herculea, strada romana che fungeva da collegamento tra l’Appia e la Pompilia, consentendo di raggiungere questi luoghi così interni ed aspri. Fu contea normanna e, fedele agli Svevi, partecipò alla rivolta ghibellina del 1268 contro gli Angioini. Ridotta alla ragione da Carlo d’Angiò, fu da questi infeudata a signori a lui devoti, decadendo al rango di casale di Satrianum. Successivamente al 1420, fu assegnata da Alfonso d’Aragona ai Caracciolo. Partecipò ai moti insurrezionali del 1799, combattendo valorosamente contro i borbonici.

 

Cosa vedere
La visita si presenta interessante per alcuni edifici baronali del XVII e XVIII secolo, tra cui si segnalano palazzo Abbamonte, in via Piazzile, dal portale settecentesco, semidistrutto dal terremoto del 1980; Palazzo Pignatelli, con portale del 1542; il bel Palazzo Loreti, in via De Gregorio, appartenente ad una ricca famiglia del ‘700, recentemente ristrutturato e oggi sede del Municipio; il Castello o La rocca dei Poggiardo, in via Castello, anch’esso gravemente danneggiato dal sisma dell’ ‘80.

La Chiesa Madre è intitolata a “San Pietro Apostolo”. Rifatta in forme moderne, lì dove sorgeva la chiesa originaria del 1600, conserva il vecchio campanile, alto 37 metri, ed eseguito su disegno del Vescovo della Diocesi di Satriano, Caramuel (1637, 1663). Da notare le pareti interne ed esterne in pietra lavorata, ricavata dalle cave presenti in tutto il comprensorio del Melandro. All’interno, si conserva un mezzo busto in legno del Patrono San Rocco, di Giacomo Colombo, alcune pale in legno raffiguranti l’Addolorata e San Giovanni e una croce lignea opera dello scultore Vincenzo Musner di Ortisei. E’ nel centro storico la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, o dell’Assunta. La sua edificazione risale al XII - XIII secolo.

E’ detta anche chiesa vecchia probabilmente perché funzionante come parrocchiale fino al 1600, e poi, fino al ‘700 adibita a luogo di sepoltura. Presenta un’interessate soffittatura, a capriate in legno, e un sarcofago in pietra, recante lo stemma dell’antica città di Satriano, che conserva le spoglie del Signore di Pietrafesa, proprietario delle terre di Satriano, Tito e Sasso. Ancora all’interno, oltre ad alcune pietre tombali e ad immagini raffiguranti la “deposizione”, sono da notare le tele di Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, pittore nato a Satriano nel XVII secolo, le cui pregevoli opere si ritrovano in molte chiese della Basilicata. Da visitare è la Madonna della Rocca, nel rione Santa Maria. Si tratta della cappella quattrocentesca del Vescovo di Satriano, la cui particolarità sta nell’essere un tutt’uno con la roccia, sulla cui sommità è posta la campana, detta del Piesco, che in passato, secondo antiche credenze popolari, veniva suonata per allontanare i temporali. La cappella presenta un pregevole portale di ingresso in pietra lavorata, sormontato da una lapide e, all’interno, un altare maggiore sempre in pietra. Risale al 1500 la Cappella di San Giovanni, situata nell’omonima località, sulla strada che conduce a Contrada Isca. Ristrutturata dopo il sisma dell’ ‘80, si segnala per la presenza, all’interno, di uno dei pochi, se non l’unico, affresco del Pietrafesa. Lasciato il centro abitato e percorsi pochi chilometri sulla SS.95 per Brienza, si giunge al Santuario della Madonna delle Grazie, situato nella contrada omonima. L’edificio, del 1826, è stato recentemente restaurato a cura della Soprintendenza ai monumenti di Potenza e costituisce la meta dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, il 2 luglio.

 

Escursioni In direzione Sud-Est, fuori dell’abitato di Satriano, è possibile effettuare un’ interessante escursione al Bosco Ralle (indicazioni a sinistra dell’incrocio sulla strada proveniente da Satriano). Lungo la salita si incrociano un fontanile e un Casone ben conservato. Il bosco offre ampi spazi aperti, tra le sue alte piante di faggio, adatti al pic-nic (un’area è stata appositamente attrezzata), ed inoltre la possibilità di pescare le trote nel bacino artificiale di Ralle. Seguendo la strada comunale del Bosco Ralle (che in realtà è uno sterrato), si scopre un suggestivo angolo naturale lì dove il sentiero sbuca al centro di una gola, posta a 894 metri, in cui è stato creato un laghetto artificiale sul corso del Melandro. Altrove il bosco si fa più selvaggio, divenendo quasi una foresta inestricabile di aceri, faggi, querce.

 

Eventi e manifestazioni
L’evento di principale richiamo anche per i centri vicini, è il Carnevale di Satriano. Considerato uno degli ultimi riti arborei sopravvissuti nella loro integrità, prevede la presenza di alcune maschere ricche di simbolismi. Sono, ad esempio, il romita (o eremita), avvolto e ricoperto di tralci di edera, raffigurante il satrianese rimasto, nonostante la povertà e le difficoltà di questi luoghi, nel suo paese natio, e l’orso, vestito di pelli di pecora o di capra, l’emigrante che ha fatto fortuna lontano dalla sua terra e che torna per questo rivestito di pelli pregiate, ma ormai isolato dai suoi paesani, e perciò muto. Maschera particolarmente sentita a Satriano è quella della Quaresima, che ha il compito di portarsi via, in una culla in equilibrio sulla propria testa, il carnevale ormai finito. L’insieme ricorda la vita dura di questi contadini che, costretti a lunghi percorsi per raggiungere i campi, usavano portarsi dietro i loro bambini in una culla sulla testa. Le maschere girano per il paese raccogliendo regali, ma soprattutto cibarie e vino.
Il 2 luglio, nella campagna intorno all’omonimo santuario, si svolgono i festeggiamenti per la Madonna delle Grazie. In quest’occasione si preparano le “cende”, ossia tempietti votivi, ottenuti intrecciando spighe di grano su una base circolare forata al centro, ornati con nastri colorati e figurine sacre. Le “cende” sono caratteristiche di molte processioni in onore della Vergine, ma possono variare per dimensioni o materiali, così da essere più o meno alti, o fatti di materiale diverso, come ad esempio, in alcuni paesi, di candele di cera.
Le cende, a Satriano vengono preparate anche in occasione della festa del patrono, San Rocco, che si svolge il 10 agosto. Tutta la settimana, che va dal 10 al 16 agosto, è ricca di manifestazioni organizzate per promuovere il patrimonio artistico e culturale locale e, al tempo stesso, intrattenere i tanti turisti che affollano il centro. Oltre alle sagre gastronomiche, quali quel la del Coniglio, che è una pietanza caratteristica della gastronomia satrianese (soprattutto in passato c’era l’usanza, durante i banchetti nuziali, di servire un coniglio ripieno ogni quattro persone), della Trota, o del Fagiolo nano, prodotto tipico del luogo, vengono organizzate visite al Museo archeologico “Satriano le Origini” e al Museo della Civiltà contadina. Nelle vie del centro storico, sulle facciate delle abitazioni, artisti eseguono quei murales che ormai, dal 1982, costituiscono una caratteristica del paese e che, spesso, parlano della storia di questi luoghi, delle sue credenze magiche e dei suoi riti e mestieri in via di estinzione (l’arte del ricamo, della lavorazione del giunco, un tempo raccolto nelle paludi, e poi lavorato per ottenere ceste per i più diversi usi; della lavorazione del legno). In quest’ambito si svolge inoltre il premio pittorico De Gregorio, intitolato all’artista detto il Pietrafesa, originario di Satriano che operò in Basilicata tra il ‘600 e il ‘700.

 

da: "Le valli del Melandro"   
Assessorato al Turismo 1998     
di: Comunità Montana del Melandro

 

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

Ultima Domenica di Carnevale

Festa del Romita

2 luglio

Festa in onore della Madonna delle Grazie
La festa civile-religiosa, si tiene in una zona di campagna denominata C.da Madonna delle Grazie.

13 agosto

Festa in onore di Santa Lucia

14 agosto

Festa in onore di San Donato

15 agosto

Festa in onore della Madonna dell'Assunta

16 agosto

Festeggiamenti in onore di San Rocco (Patrono)
Il santo patrono è festeggiato, sia pur più modestamente,
anche il 16 dicembre e il 16 maggio.

8 settembre

Festa in onore della Madonna della Rocca
  

Fiere

3 gennaio / 15 aprile / 29 luglio


Altri Eventi (segnalati)

 


 

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