Savoia di Lucania
(ex Salvia)
 

.

Foto degli Utenti

Foto del Sito

i Monumenti

.
 

Hanno Scritto B a c h e c a Inserisci Foto
gli Artisti Commenti Foto Arte per la Valle

Comune di Savoia di Lucania

 

Comune (PZ)
E Abitanti  1.236
Altitudine 720 mt.
Superficie 32,25 Kmq
* C.A.P. 85050

 

  Municipio 0971.711000
  Guardia Medica 0971.711173
  Carabinieri 0971.718001


SAVOIA DI LUCANIA

La storia. Poche ed incerte sono le notizie sia sull’origine del nome che sull’abitato di Savoia di Lucania. Il suo primo toponimo fu Salvia derivante, per alcuni, dal latino Saulia, luogo impiantato a salici”, per altri da salvia, pianta aromatica che tuttora cresce spontanea nelle parti più assolate del territorio comunale, molto usata per pietanze e decotti. I primi nuclei abitati risalgono al 1130 quando i coloni, dediti alla coltivazione delle terre appartenenti al Conte Vescovo, crearono i primi "casali" nelle località ancor oggi denominate Casale, Castellaro, Casino di Monsignore. Sicuramente ricadde sotto il dominio normanno, facendo parte del Giustizierato di Principato. L’antico borgo medievale, che sorse nella posizione dell’attuale paese, a dominio di una profonda gola scavata dal corso del Melandro, subì quindi la sorte comune a tutti i paesi lucani, passando di feudatario in feudatario, dai Sanseverino di Marsico a Giovanni de Hansche, ai Gesualdo cui fu ceduto dagli Aragonesi, fino ai Caracciolo. Il nome fu mutato da Salvia in Savoia a seguito dell’attentato di Giovanni Passannante, originario del luogo, al re Umberto I, avvenuto a Napoli il 17 novembre 1878. Fu lo stesso consiglio comunale, per ribadire la fedeltà del paese alla dinastia sabauda, ad approvare all’unanimità il cambiamento di nome a favore di quello che ricordasse la illustre dinastia.

 

Cosa vedere. La visita all’abitato può cominciare dall’unica chiesa del paese, la parrocchiale dedicata a S.Rocco. Risalente al ‘500, conserva all’ingresso un bel portale di pietra arenaria. Di forma quadrata, l’interno è a 3 navate, divise tra loro da cinque arcate, con volte a tutto sesto, sorrette da pilastri a base quadrata spigolata. Dalla nicchia centrale del monumentale altare maggiore barocco, in pietra levigata grigia con venatura bianche, troneggia una piccola ma preziosa statua in legno di sorbo, dedicata all’Immacolata. Al centro del soffitto, un grande olio del ‘600, successivamente ripassato a vernice, raffigura l’Assunzione. Nelle pareti sottostanti le arcate delle navate laterali, si possono ammirare sei tele del ‘600, attribuite al Pietrafesa, riproducenti scene del Nuovo e Vecchio Testamento. Da notare la fervida fantasia delle raffigurazioni, ricche di particolari e di personaggi, uniti a dare intensità drammatica a tutto l’insieme pur nell’assenza di movimento. Sul lato nord della chiesa si erge il maestoso campanile rinascimentale a quattro piani, con copertura a cupola. Dall’antico castello medievale, posto di fianco alla chiesa e recentemente restaurato, è stata ricavata oggi un’abitazione che spicca, con la sua mole, tra i vicoli e le piccole abitazioni del centro storico. Di minor rilievo artistico, sebbene oggetto di devozione da parte della popolazione, sono le tre piccole cappelle che si trovano a Savoia. In particolare, quella dell’Annunziata ricorda la terribile peste del 1656, successivamente alla quale fu costruita, che decimò molti dei paesi circostanti, come Brienza, Pietrafesa e la stessa Salvia. Sempre nel nucleo abitato troviamo la cappella votata alla Madonna del Carmine, già a S. Lucia, mentre in contrada S. Maria si può visitare quella dedicata alla Madonna del latte, la cui immagine è ritenuta miracolosa per le gestanti.

 

Le escursioni.
L’area intorno a Savoia è ricca di boschi e scorci panoramici di notevole interesse. Imboccando la strada che dal paese conduce a Vietri, poco dopo aver lasciato l’abitato, sulla destra una strada sterrata conduce al bosco Luceto. E’ un’escursione che si consiglia particolarmente agli amanti della natura più incontaminata e selvaggia, in una zona non ancora attrezzata, fitta di cerri e carpini dai rami e dalle radici inestricabili, e priva di sentieri ben battuti. Se si è muniti del giusto equipaggiamento, vale la pena spingersi fino al Vallone del Tuorno (del tuono), affluente del Melandro (sulla strada sterrata, indicazioni per “Vallone del Tuorno” e “Acqua solforosa”): dopo una discesa tra gli alberi di circa 300 metri e un tratto lungo il corso del torrente, un rumore di acque in caduta anticipa la sorprendente scoperta di sei cascate, alcune alte fino a 20 metri, che pochi ancora conoscono. Il paesaggio del Luceto offre altri scorci di selvaggia bellezza, come le millenarie stalattiti e stalagmiti, che conserva al suo interno, le sorgenti di acqua solforosa, e perfino un vecchio mulino ad acqua, detto “lu Mulniedd”’, che l’antica sapienza contadina ha fatto giungere fino a noi. Per chi voglia percorrere sentieri più facili ma non meno suggestivi, l’escursione più consigliata è quella al Monte Carvanino, in località Macchia Carrara, zona ricca di castagni (diffusi in tutto il Comune di Savoia) e felci che, nelle stagioni opportune, abbonda di funghi galletti e piante di fragole e lamponi.

 

 

Testo tratto da: "Le Valli del Melandro"
di Comunità Montana del Melandro - 1998

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

Ascenzione

Festa in onore della Madonna del latte

21 luglio

Festa in onore della Madonna di Viggiano (c.da Perolla)

15 agosto

Festa in onore della Madonna delle Grazie

16 agosto

Festa in onore di San Rocco (patrono)
   

Fiere

15 maggio - 15 agosto

Mercati

16 di ogni mese


Altri Eventi (segnalati)

 


 

[ Mailing List ] [ Home ] [ Scrivici ]