San Chirico Raparo (PZ)

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Comune di San Chirico Raparo (PZ)

 

Comune (PZ)
Abitanti  1.303
Altitudine 780 mt.
Superficie 83,00 Kmq
* C.A.P. 85030

 

  Municipio  0973.631003
  Guardia Medica  0973.631398
  Carabinieri  0973.631001


SAN CHIRICO RAPARO

Posizione geografica
Il centro abitato si trova ad un'altitudine di mt. 780 s.l.m. su una formazione rocciosa costituita da calcarenite e da conglomerati ghiaiosi.
Il suo territorio ha una superficie di 83 Kmq. e confina con Armento, Calvera, Carbone, Castelsaraceno, Castro­nuovo, Gallicchio, S. Martino D'Agri e Spinoso.

Etimologia del nome

Secondo alcuni esso deriverebbe da Kuriakos, Santo Martire di Iconio. Più verisimilmente dal generico nome greco Klericòs (chierico) > lat. Clericus, in considerazione del fatto che in Italia e all’estero esistono numerosi toponimi analoghi.

 

Dati demografici

Il più antico (Cedolario 1277): fuochi 95 (ab.570)

 

Cenni storici.

Sanctus Clericus de Valle Sinni era già abitato sin dai sec. VII-VI a. C., in località Noceto e Galdo, da popoli italici che subirono l’influsso delle colonie greche del litorale ionico. All’epoca il suo nome era Polisandra, di chiara derivazione greca. Distrutto dai Romani venne riedificato nell’attuale sito intorno al VI-VII sec. d.C. In epoca longobarda faceva parte del Ducato di Benevento e sotto i Bizantini del Comprensorio del Mercure. Nel X sec. vi si impiantò una Comunità di monaci di rito greco che costruirono l’Abbazia di S. Angelo.

Infeudato dai Normanni vide come suo primo Signore Odobono Manco o Manchisio, forse figlio di Ruggero il Normanno. In epoca sveva Federico II lo diede in dono, insieme a S. Martino, alla sua damigella Guida de Dragonibus quale dote per il matrimonio con Ugo Sanseverino di Chiaromonte. Confiscato a seguito della congiura di Capaccio, nel 1267 venne restituito da Carlo I d’Angiò ai Sanseverino che lo tennero, con alterne vicende, sino al 1524, anno in cui Alfonso lo vendette ai Carafa di Stigliano. Nel 1682 Nicola Carafa-Guzman fu costretto a vendere S. Chirico, per i debiti contratti, a Giovan Battista Spinelli che a sua volta lo rivendette, tre anni dopo, ai Pignatelli di Marsiconuovo.

Sotto questi ultimi il Comune rimase sino al 1806, anno di abolizione del regime feudale.

L’ultimo dei Pignatelli, Girolamo, per aver aderito alla Rivoluzione Napoletana del 1799, si vide confiscato il Feudo. Suo braccio destro a S. Chirico e nella zona fu il suo agente dott. Giuseppe Magaldi. Sul fronte opposto si segnalò (ricevendo dal Ruffo le insegne di Comandante in capo) il dott. Filippo Maria Durante.

Attivo centro politico nel periodo risorgimentale, si distinse per l’azione di Cortesani Giuseppe e i fratelli Magaldi (1848), Borneo Francesco e Nicola Maria Magaldi (1860).

Il brigantaggio successivo all’unità d’Italia vide coinvolte anche alcune persone del posto tra cui: Borneo Vincenzo, Corvino Giuseppe (alias Sciummutiello) e Rinaldi Giuseppe.

Decimata la popolazione dalle ondate migratorie successive, il Comune di S. Chirico Raparo ha sofferto per decenni una marcata emarginazione, interrotta solo in questi ultimi tempi dal nuovo raccordo stradale con la fondovalle dell’Agri.

 

Itinerario nel centro antico

L’itinerario proposto inizia da via Roma (prosecuzione dellla S.P. Agri-Sinni) ove è ubicata la Chiesa Santa Maria o della Natività , che conserva al suo interno due affreschi della scuola di Giovanni Todisco e un altare ligneo intagliato.

Proseguendo, ci si immette in piazza Roma, dove è possibile ammi­rare il Palazzo Barletta ,, la Cappella di Sant'Anna , e la Cappella Madonna delle Grazie ,. Il palazzo, costruito nel XIII secolo, di proprietà privata, pre­senta un portale in pietra con antistante cortile.

La cappella Sant'Anna (XVIII) riporta sulla facciata esterna, l'omonima statua e, all'interno, un organo ligneo e degli affreschi.

Poco più avanti è sita la Cappella Sant'Antonio , che, con il suo particolare campanile, si affaccia su via Durante. A pochi passi vi è Casa Simonetti ,, importante per la sua raccolta di vasi apuli del secolo IV e III a.C. e di monete antiche.

Proseguendo per corso Elena e per la salita di via Duomo, si giunge in largo Duomo, centro antico del  paese.

E' qui che si ergono la Chiesa del Convento ,, i ruderi del Castello ,, la Chiesa Matrice dei SS. Pietro e Paolo ,, Palazzo Ferrara , e la Cappella di San Giovanni ,.

La chiesa del Convento conserva un dipinto del 1550 raffigurante la Crocefissione, una statua della Madonna di Loreto del 1548. In adiacenza alla chiesa troviamo l'Orfanotrofio Provinciale Femminile Bentivenga, ge­stito dalle Suore Clarisse Missionarie Francescane, che accoglie bambini indigenti o abbandonati, attualmente centro di culto mariano a seguito dello straordinario fenomeno di lacrimazione della statua della Madonna Addolorata, collocata nell’atrio. Nel vicino palazzo Ferrara costruito nel XIX secolo si segnala il portale in pietra. In vico San Giovanni è sita l'omonima cappella del XVIII secolo.

La Chiesa madre di San Chirico, con facciata settecentesca, rifacimento di un edificio del  XV sec., conserva un pregevole polittico ligneo dorato del 1532, su quattro ordini, attribuito a Simone da Firenze da alcuni, ad Andrea Solaro da altri.

Vi sono anche dipinti attribuibili al pittore lucano Attilio De Laurentiis, della seconda metà del '600 e un crocefisso ligneo del XVI sec.

Scendendo per via Pagani, dopo lunghe scalinate, si giunge in via Santa Maria della Rigenerazione ove è sita la Cappella Santa Maria Assunta , del XIX secolo.

 

L’Abbazia di S. Angelo

Secondo la tradizione, San Vitale, monaco di rito greco proveniente da Castronuovo di Valle Mazzara in Sicilia, giunto alle falde del monte Raparo, tra il 980 e il 986, abitò in una grotta e costruì il convento di S. Michele Arcangelo. Nella grotta da lui abitata rimane un affresco S. Michele e un orante. Più tardi i monaci vi costruirono sopra la Basilica. Ancora oggi conserva la sua naturale bellezza; si presenta, infatti, ricca di stalattiti e stalagmiti, con numerose gallerie e vasche, bagnate dalla fonte "Trigella" (dal Lat. Trigelida=molto fredda). Questa ha la particolarità di produrre acqua solo in primavera e in estate, per poi essiccarsi completamente in inverno.

Il poeta Pontano narra che la fonte è legata alla leggenda della Ninfa Ripenia che, per sfuggire al fauno Crapipede, si rifugiò nelle vasche della Trigella. Il fauno per vendicarsi fece prosciugare la sorgente e rese l'acqua non potabile.

 

Santa Sinforosa

Santa Sinforosa nacque a Tivoli da una nobile e ricca famiglia, nel I sec. dell’era cristiana. Contrasse matrimonio in giovane età col patrizio Getulio Zotico, da cui ebbe 7 figli. Il marito volle dedicarsi alla divulgazione del Vangelo, abbandonando la famiglia. Visse sotto Adriano, che ordinò il martirio di S. Getulio cui ella assistette insieme ai figli. Dedicatasi a sua volta alla predicazione della fede cristiana, fu martirizzata dai pagani che, appesala per i capelli ad un olmo, poi la gettarono in un fiume. L’Arciprete Giov. Battista Bassano nel 1500 portò dalla Capitale in S. Chirico un’ampollina col sangue della Martire.

 

 

 

Escursioni consigliate:
 

Bosco del Titolo (Strada Provinciale, Km 10 )

Raggiungibile con la strada che conduce a Castronuovo Sant’Andrea, è costituito da maestose piante di cerro che raggiungono anche i 20 mt. di altezza. Definito Grotta verde da Matide Serao, che soggiornò a S. Chirico, esso si estende su un’ampia sella di 719 mt. s.l.m. Al limite della fitta vegetazione, sono presenti un'area per pic-nic ed un punto di ristoro ove è possibile gustare prodotti tipici della zona.

 

Monte Raparo (mt. 1761)

Situato a qualche Km dal centro abitato, questo massiccio montuoso offre spettacolari visioni panoramiche sulla vallata e siti incontaminati frequentati ancora da qualche raro esemplare di Lupus Hitalicus. Una notevole vegetazione di conifere, con presenza di agrifoglio, ricopre le sue pendici. Sono presenti un rifugio forestale ed aree attrezzate per campeggio e pic-nic.

 

 

 

(Ricerche storiche, monumentali ed antropologiche di Vincenzo Falasca, Presidente I.R.S.A.B. <Istituto Ricerche Storiche Archeologiche Basilicata> sede: 85050 Grumento Nova (Potenza), via Maiorino 117/bis. Copyright riservato.  E-mail: [email protected]

 

 

 

Manifestazioni ed eventi:

dal 15 al 18 luglio

Festeggiamenti in onore di San Chirico e Santa Sinforosa

dal 15 agosto

Festeggiamenti in onore della Madonna dell'Assunta

seconda domenica di settembre

Festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine

 

 
Fiere e Mercati

A San Chirico si tengono due fiere.
Una il 18 agosto a San Vito, di animali e merci di vario tipo,
l' altra "all' acqua la Pietra" il 15 maggio e il 29 settembre, sorta negli anni Cinquanta.
C' era fino a pochi anni fa un mercato di maiali ogni sabato, da dicembre ad aprile. Secondo un manoscritto del 1811 la "Fiera di S. Vito si teneva dal 20 al 24 agosto in contrada le gravine dov'è la cappella del Santo".


Altri Eventi (segnalati)

 


 

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