San Paolo Albanese
(Shėn Pali)
 

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Hanno Scritto B a c h e c a Il Pollino
gli Artisti Commenti Foto Basilicata Arbėreshe

Comune di San Paolo Albanese

 

Comune (PZ)
Abitanti  292
Altitudine 843 mt.
Superficie 29,89 Kmq
* C.A.P. 85030

 

Municipio 0973.94367
Biblioteca Comunale 0973.94367
Guardia Medica 0971.94214


San Paolo Albanese (Shėn Pali), dal 1936 al 1962 chiamata Casalnuovo Lucano, č un comune italiano di 292 abitanti.
Ad un'altitudine di 843 metri e situato sul declivio del Monte Carnara 1.284 m s.l.m., č il comune pił piccolo della Basilicata con una superficie di 29,9 km². Nato da coloni albanesi nel XVI secolo, per scampare alla dominazione turca in Albania, difende il patrimonio linguistico d'appartenenza, l'arbėreshė, e quello religioso, il rito bizantino, degli antenati.

La fondazione di San Paolo Albanese risale al 1534 circa, ad opera di profughi arbėreshė provenienti dall'Albania e dalla Morea della zona abitata da popolazioni albanesi, occupate dai turchi ottomani. L'iniziale insediamento urbano si completņ definitivamente nel XVIII secolo, aggiungendo alle tipiche case a schiera, architetture che rimandano probabilmente agli antichi centri della Morea albanese. L'altitudine elevata offre panorami (pamjet) unici della regione, sovrastando la vallata del fiume Sarmento e i paesi vicini (gjitoniė); si ha perciņ una visuale ampia arricchita da folti boschi, come il Bosco Capillo che circonda l'abitato arbėreshė e il Parco nazionale del Pollino.
Gli abitanti sono molto legati alla lingua albanese, al rito bizantino, ai costumi, e alle tradizioni (soprattutto nel rituale matrimoniale e funebre).
Da cinque secoli qui si puņ ascoltare la lingua arbėreshė, l'albanese antico. La divina liturgia, la messa, a San Paolo Albanese č anch'essa in lingua albanese o, a seconda delle festivitą e del giorno, anche in lingua greca, secondo il rito bizantino mantenuto nell'Eparchia di Lungro della chiesa cattolica. Valore importante dell'identitą della comunitą arbereshe č anche il costume tradizionale, ornato da ricami e colori vivissimi. Gli aspetti peculiari della cultura albanese sono custoditi nel Museo della Civiltą Arbereshe/Albanese.

 

Tradizioni e folclore
Il 16 agosto, giorno di San Rocco, a S. Paolo Albanese si svolge un rituale antico: in un sincretismo insolito e incompleto, la statua del santo di Montpellier viene preceduta da un tronetto votivo composto da spighe e ornato di nastri e fiori. La himunea simboleggia la cultura e la tecnologia legata alla coltivazione del grano e in quel giorno č oggetto di un culto che oltre a rappresentare la fine di un ciclo stagionale, č anche la riappropriazione di una conoscenza del mondo agricolo di una tecnica che garantisce la sopravvivenza della comunitą stessa. Il tronetto di spighe č preceduto da mietitori che mimano la mietitura in una danza che č allo stesso tempo rituale di esorcismo delle forze avverse della natura e rappresentazione didattica di movimento efficace per mietere il frutto. Da visitare l'antica chiesa di San Rocco, costruita dai profughi albanesi, che conserva affreschi di autori ignoti e pregevoli icone bizantine.

Una manifestazione caratteristica, in occasione della festa di San Rocco, č quella del trasporto delle "grenje" (fascio di spighe di grano), portate a spalla durante la processione, al termine della quale giovani, anziani e gruppi folcloristici si esibiscono nel tipico ballo del "falcetto". La festa di S. Rocco e la danza del falcetto, il tronetto e il ratto delle spighe, sono riconducibili, presumibilmente, alle origini albanesi della comunitą (i simboli come le spighe erano ricorrenti degli albanesi). L'arcaicitą del rituale si pensa sia spiegata dal fatto che nel XV secolo fuggirono in Lucania, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia i diretti discendenti delle popolazioni proto albanesi, quali di Illiri, gli abitanti dell'attuale Albania, dell'Epiro e dell'Arcadia macedone. Gli albanesi erano popolazioni profondamente legati alla cultura bizantina, detta volgarmente dai non arbresh greca, e alle tradizioni orientali, nonché dal punto di vista religioso erano appunto ortodossi, religione legata a queste comunitą, e che nei secoli ha dovuto accettare un legame con il Papa di Roma.

I culti di Cerere che pure sono diffusi nell'area meridionale e insulare, hanno perso lungo la strada molte delle simbologie arcaiche. I carri di spighe hanno perso il rituale legato alla tecnologia della raccolta, come č avvenuto a Mirabella Eclano in provincia di Avellino, o si sono spogliati dei simboli stessi, come ormai avviene con il carro della Madonna della Bruna a Matera, dove le spighe si sono trasformate in un simbolo pił colto e religioso raffigurato in cartapesta. Come manifestazioni a metą tra il sacro e il profano viene abitualmente l'incendio dei "nusazit", fantocci di cartapesta rappresentanti la lotta tra il bene contro il male.

Caratteristici piatti tipici, proprio del Paese delle Aquile, sono le shtridhelat.

 

 

Manifestazioni ed eventi:

2° domenica di giugno

Festa in onore di Sant'Antonio
( dopo la processione, nel pomeriggio, hanno luogo la riffa e l'incanto )

ultima domenica di luglio

Festa in onore della Madonna del Carmine
(
dopo la processione, nel pomeriggio, hanno luogo la riffa e l'incanto )

15 agosto

Festa in onore della Madonna dell'Assunta
( nella stessa giornata ha luogo la fiera )

16 agosto

Festa patronale in onore di San Rocco
( processione per le vie del paese e trasporto dell'himunea, nel pomeriggio hanno luogo la riffa, l'incanto e la danza tarantella )

1° domenica di ottobre

Festa in onore di San Francesco
( processione per le campagne )


Altri Eventi (segnalati)

 


 

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