Sembra ieri! - (Spinoso)

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Sembra ieri - Circolo Culturale Ricreativo L'INCONTRO - Spinoso (Pz).

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Spinoso

B a c h e c a Lago del Pertusillo
Commenti Foto Monte Sirino

Comune di Spinoso

 


Sembra ieri! è un’espressione comune che affiora spesso sulle labbra di chi osserva le ingiallite foto di un passato più o meno recente. È un’esclamazione che nasconde una distrazione, uno smarrimento temporale, ma anche un disappunto emotivo,un rimpianto per un tempo che non c’è più, e che ha trascinato con sé, nella sua vaghezza indistinta, persone e situazioni. Sembra ieri! condensa, quindi, nitidamente, il senso di un’operazione editoriale fondata su oltre 400 fotografie scattate nell’arco di un secolo.

Di queste immagini colpiscono gli sguardi assorti di uomini, donne e bambini, irrigiditi dalla presenza della macchina fotografica; farsi una fotografia, fino a non molto tempo fa, era un evento raro e importante, a cui bisognava prepararsi con cura e nei dettagli, per cercare di offrire di sé l’immagine migliore. Per l’occasione si indossavano gli abiti buoni della festa e i gioielli di famiglia, si lisciavano i superbi mustacchi e si riannodavano le infinite chiome. Infondo, fissare in un attimo, e su un cartoncino, la propria individualità, per consegnarla ai figli, o a parenti lontani, ed evitare così l’oblio, dava l’illusione di sconfiggere il tempo, e, quindi, la morte.

Sfogliando il volume ci si rende conto che la maggior parte di queste 400 piccole storie racconta momenti vissuti collettivamente: una processione, un matrimonio, un funerale, un’adunata fascista, una battuta di caccia ecc. In una piccola comunità, infatti, il limite fra le memorie individuali e quelle comuni tende a sfumare in zone d’ombra, dai margini rarefatti. È qui il regno della memoria collettiva, dove tutti sono custodi di un tassello e dove tutti hanno bisogno dei tasselli che altri custodiscono. E un po’ la sorte di questo libro dove ognuno ha partecipato con i ricordi che aveva e dove ognuno attingerà dai ricordi degli altri, rievocando e ricostruendo le tante piccole storie, di uomini, donne e bambini, dai visi austeri o giocondi, che nelle fotografie hanno lasciato, o lasceranno, una traccia del proprio passaggio.

 

b. r.             


 

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.agg. al 30/04/2008