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A Banzi

Il centro storico

Dal portale d'ingresso del centro storico, si entra in un piccolo spazio circondato da vecchie mura ed edifici antichi. Si possono anche notare le bifore, antiche finestre con due ante che si aprono, separate da una piccola colonna. Ci sono due portali d'ingresso al centro storico: uno che porta direttamente alla Chiesa, e l'altro che prosegue verso il centro della piazzetta. Accanto alla Chiesa, sulla destra c'è una porta e, sopra di essa, c'è lo stemma di Papa Urbano II, su cui è riprodotto un leone al centro di due torri. Alla sinistra della Chiesa c'è anche una specie di pietra bianca su cui è incisa una scritta in lingua osca. Questo faceva parte del piedistallo che sorreggeva la dea Minerva in un tempio dedicato a lei. Sotto la scuola dell'infanzia, si ritiene, che ci siano i resti di tale tempio.

La villa

La villa di Banzi è molto piccola, ma carina. Ci sono moltissimi alberi e molti attrezzi con cui giocare. C'è uno scivolo, due bilance (non per pesarsi), due altalene (una per i più piccoli e una per i più grandi), alcuni dondoli, la "zona palestra" dove ci sono scale per arrampicarsi, corde e anelli. Nella villa molte persone passeggiano avanti e dietro lungo un viale alberato, alcuni bambini giocano a nascondino, gatto fulminante, ecc. Alcuni ragazzi si siedono sulle panchine che ci sono nella villa. Al centro di questa villa c'è l'altare ai caduti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Ogni anno, nella giornata della commemorazione dei caduti, il sindaco e il prete, nominano tutti i nomi dei caduti di Banzi, morti nelle due Grandi Guerre.

La chiesa

L'antica chiesa badiale resistette fin verso la fine del XVII secolo; poi, sul medesimo luogo, si eresse una nuova chiesa ad una sola navata e con uno stile architettonico misto: interamente barocco roccocò, all'esterno romantico. All'interno della chiesa è conservata un'icona bizantina, che dovette far parte anch'essa dell'antica chiesa. La tradizione popolare vuole che quest'icona sia stata ritrovata nei pressi di Forenza, nei luoghi in cui dimorano i brasiliani e portata dalla popolazione di quel luogo nella Badia di Banzi. Di qui l'usanza, fino ad alcuni anni fa, dei cittadini di Forenza di venire una volta all'anno, a piedi e in processione solenne, a renderle omaggio filiale.
La chiesa di Banzi conserva anche molte altre bellezze, tra cui: la Madonna lignea, due affreschi che rappresentano dei frati francescani, l'organo settecentesco, situato nel coro di notte del Convento Francescano, la biblioteca antichissima, le pianete (indumenti del clero).
Le pianete
Nella chiesa di Banzi ci sono ben 5 pianete. Risalgono soprattutto al XVIII secolo e sono fatte interamente di seta, con qualche elemento decorativo. Ci sono varie pianete: una nera, una dorata, una bianca con decorazioni dorate e una bianca con decorazioni verdi. Nella biblioteca del convento ho osservato con attenzione e curiosità alcuni libri antichissimi. Rispetto ad oggi, i libri sono molto più grandi e pesanti e sono scritti tutti a mano. Le pagine sono tutte ingiallite, alcune molto rovinate. I libri sono tutti scritti in latino (la lingua usata molto tempo fa in Chiesa) e le prime lettera sono tutte miniate. Questi libri francescani riportano moltissime preghiere, soprattutto del mattino (Mattutino) e quello del pomeriggio (Vespro)




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