Artisti in Lucania

Banzi

 

 

Antonio Carcuro

Panni, panni, panni
pendono da ogni balcone
oscillano lievemente
candidi, puliti e colorati
rallegrano la strada ...

Antonio Carcuro


nasce il 12 agosto 1951 a Banzi (PZ), nel cui territorio viene maggiormente accreditata la localizzazione della famosa “Fons Bandusiae” cantata da Orazio, ora titolo anche di una sua poesia.

Figlio di contadini e penultimo di sette figli, non ha potuto neppure lui, all’età di nove anni, sottrarsi al triste destino di vedere il proprio padre emigrare in Germania per tredici lunghi anni, allo scopo di consentire un tenore di vita materiale accettabile alla famiglia.

Così è cresciuto, di fatto, orfano di padre, vivendo con intensa sofferenza il suo distacco e la sua lontananza, esperienza che toccherà poi a sua volta a lui, ed ancora più dolorosamente, allorché, conseguita la maturità di ragioniere a Palazzo San Gervasio, si trasferirà a Bologna per gli studi universitari (laurea in giurisprudenza), lasciando sola sua madre al paese.

Sposato con tre figli, vive a Varese (vi si è trasferito per seguire la sua compagna di scuola Teresa Giacomino, divenuta poi sua sposa, ed a sua volta qui giunta da Banzi), facendo il segretario comunale.

Le sue poesie non costituiscono l’oggetto della sua attività lavorativa – che, come detto, è di natura burocratica e non artistica – bensì il soddisfacimento di uno spontaneo ed insopprimibile bisogno espressivo del suo animo, nelle quali egli fa riecheggiare i suoi sentimenti d’amore verso la propria terra natia, e le persone che gli sono care.

Al momento ha pubblicato solo una parte delle sue poesie, pressato dall’urgenza di fare un omaggio a suo padre ultranovantenne, dal titolo “Una Madre (ed un padre ancora)”.

Tante di esse - più di un centinaio - sono però già rese pubbliche, suscitando apprezzamento ed entusiasmo, su internet, visibili nel suo sito personale www.carcuro.com.

Presto potranno essere lette anche nei libri, non appena avrà un po’ di tempo per trovare una casa editrice disposta a farlo, perché, come gli ha fatto osservare un suo fedele lettore: “…un artista non è padrone della propria opera e .......

segue >>

 

le poesie

 

 

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pagina creata il: 01-11-2007